Industriali pronti a volar via: «Folle declassare Malpensa»

L’allarme di Impregilo: «Costretti a spostarci a Londra». Il 20 febbraio il Tar si pronuncerà sul ricorso di AirOne. E Alitalia annuncia il potenziamento di Linate

Quindici giorni prima di prendere decisioni definitive su Malpensa. Lo ha deciso il Tar del Lazio, fissando al 20 febbraio l’udienza in cui si pronuncerà sul ricorso di AirOne contro la trattativa in esclusiva di Alitalia con AirFrance. La Regione, che si è presentata in tribunale al fianco della compagnia di Carlo Toto, è soddisfatta e chiede di non prendere decisioni nel frattempo. E Toto non se ne sta con le mani in mano. Domani presenterà agli imprenditori milanesi il suo piano, durante un convegno dedicato a Malpensa organizzato dalla Camera di Commercio. Un modo per evitare il drastico taglio dei voli deciso dall’intesa Alitalia-AirFrance. Per mettere a punto la controffensiva al Pirellone si è svolto un incontro al quale hanno partecipato una cinquantina di imprenditori e mezza giunta regionale: oltre al governatore, Roberto Formigoni, gli assessori Viviana Beccalossi, Davide Boni, Raffaele Cattaneo e Gian Carlo Abelli. Piena sintonia sulla linea della Regione: moratoria o vendita a AirOne, no alla cessione improvvisa degli slot e regole di tutela per la riassegnazione dei voli.
Sul piede di guerra la presidente di Assolombarda, Diana Bracco: «Questo declassamento è una follia. Non potremmo tollerare un taglio dei voli il 31 marzo. Air One ci illustrerà come potrà sostituire i voli intercontinentali, presentando di fatto un piano industriale». La soglia di allarme è altissima, come testimonia l’annuncio del presidente di Impregilo, Massimo Ponzellini: «Togliere l’aeroporto per noi vorrebbe dire spostare la sede vicino a un altro scalo. Se chiude Malpensa andiamo a Londra». L’abbandono della multinazionale, tra i principali gruppi italiani di ingegneria e costruzioni, avrebbe ripercussioni gravi per l’occupazione e per l’indotto. Tra gli altri imprenditori presenti Matteo Cabassi (Brioschi), Giuliano Zuccoli (presidente del consiglio di gestione di A2A), Giorgio Fossa (ex presidente Sea), Marco Conte (Agusta), Giuseppe Ambrosi (Assolatte), lo stilista Santo Versace.
Alitalia intanto ha confermato il suo piano su Malpensa, spiegando di aver intenzione di potenziare Linate: dall’aeroporto milanese si volerà per undici città italiane e sette internazionali con un incremento delle frequenze verso città italiane e europee, in particolare (non a caso) Roma e Parigi. Secondo i dati della Sea (che ieri ha depositato la richiesta di danni per 1,25 miliardi contro Alitalia) i danni per Malpensa sono enormi: la diminuzione dei voli da 1238 a 445 settimanali, 7 milioni di passeggeri in meno, pesanti ricadute occupazionali, perdita di 1 punto sul Pil del Nord Italia.
Adesso la parola passa alla politica e al tavolo Milano, previsto per oggi, e che invece è stato rinviato. L’obiettivo della Regione è ottenere una nuova convocazione per venerdì a palazzo Chigi, collegandolo al tavolo per l’Expo che potrebbe riunirsi proprio l’8 febbraio. Ma tutto è molto in forse a causa delle incertezze della crisi di governo.