Industriali, sì al piano Alitalia «Scali lombardi da sostenere»

«Il nuovo piano è migliorativo» è il sospiro di sollievo di Diana Bracco, presidente di Assolombarda. La Bracco adesso chiede di puntare sulle infrastrutture di collegamento «anche in vista dell’Expo», rinegoziare gli accordi bilaterali perché più compagnie possano operare a Malpensa, valorizzare Linate come aeroporto privato.
Un taglio netto rispetto al passato, quando gli industriali milanesi avevano criticato con grande asprezza il declassamento drastico e improvviso di Malpensa da hub Alitalia ad aeroporto internazionale con poche rotte disponibili. «Una valutazione complessiva potrà essere fatta solo quando sarà noto il quadro completo delle destinazioni internazionali e intercontinentali» precisa la Bracco, ma le prime anticipazioni non dispiacciono agli imprenditori. Milano era stata relegata dalle scelte del passato «ad un ruolo marginale nel contesto europeo e mondiale» e il piano Cai appare agli industriali come un’inversione di rotta.
Per Assolombarda è fondamentale anche il ruolo di Linate, soprattutto nella sua natura di scalo privato. Uno dei progetti per il futuro, sia pure non immediato, è di destinare il Forlanini al traffico business. La Bracco punta sullo scalo cittadino: «Linate, le cui caratteristiche di city airport dovranno essere preservate, è tuttora il primo aeroporto italiano per i voli privati, aspetto di importanza crescente nel percorso di avvicinamento all’Expo».
Tornando al piano Cai, la Bracco è fiduciosa sulla bontà delle scelte della nuova cordata al lavoro in queste ore per definire le prospettive future di Alitalia, da cui dipendono - almeno in parte - anche i destini di Malpensa e Linate: «Siamo certi che l’attesa gestione di tipo privatistico saprà valutare le richieste del mercato». E aggiunge: «Dal momento che la gran parte della domanda di trasporto aereo è generata da Milano, dalla Lombardia e dal Nord Italia, sarà inevitabile che i nuovi investimenti siano realizzati sul sistema aeroportuale milanese». Insomma, se la politica lascia volare Alitalia sulle ali del mercato, in Assolombarda sono convinti che gli aerei atterreranno a Malpensa sospinti dalla forte domanda.
La Bracco elenca le prove della competitività degli scali lombardi: «Dopo la forte riduzione del numero dei voli Alitalia, Malpensa ha recuperato in poco tempo un significativo numero di viaggiatori a seguito dei nuovi collegamenti attivati da altre compagnie. Collegamenti che avrebbero potuto essere ancor più numerosi se fossero stati rinegoziati gli accordi bilaterali rimasti invece in esclusiva ad Alitalia».
L’appello a far sistema nella concordia arriva in giorni di polemica molto accesa, dopo le critiche al piano del sindaco, Letizia Moratti, e la proposta del presidente della Provincia, Filippo Penati, di entrare addirittura nella Cai con una quota di 250 milioni di euro. Spiega Bracco: «L’auspicio è che le istituzioni locali e la business community, che nei mesi scorsi si sono unanimemente opposte al ridimensionamento di Milano Malpensa, non perdano quella coesione e quella capacità di fare squadra che hanno dimostrato». Ricorda che Assolombarda si è sempre battuta per sostenere il sistema aeroportuale milanese «perché consapevole del fatto che questo rappresenta un asset fondamentale per lo sviluppo delle sue imprese, di Milano e dell’intero sistema Paese».