Gli industriali scelgono il Cavaliere 6 su 10 non si fidano del Professore

da Milano

Gli industriali italiani scelgono Berlusconi, non si fidano di Prodi, applaudono alla legge Biagi, promuovono l’ultima Finanziaria e chiedono di andare avanti con le riduzioni del costo del lavoro, delle tasse e della burocrazia. Un sondaggio effettuato da Ipsos, pubblicato su Il Sole 24 ore, fa una radiografia del mondo dell’impresa alla vigilia delle elezioni politiche. Un campione di 500 industriali si è espresso su tutto: economia, fisco, istituzioni, legge elettorale, Stato sociale, euro e, naturalmente, sui candidati premier.
Vince il Cavaliere, ma soprattutto perde il Professore. Il 42,2 per cento degli imprenditori oggi voterebbe il centrodestra, mentre soltanto il 29 per cento dà fiducia al centrosinistra. Alto il dato di chi non risponde (12,8%) e di chi è ancora indeciso (11,6%). Berlusconi fa il pieno sul motore della nostra economia: i piccoli imprenditori e i commercianti (rispettivamente 44% e 54,3%); mentre a puntare su Prodi sono le aziende che operano nei servizi (43%). E a livello geografico si conferma il dato che al centro piace l’Ulivo, mentre al nord e al sud vince nettamente la Cdl. Ma la maggioranza vota Polo anche perché il 51% dà un giudizio positivo di questo esecutivo (12% molto bene, 39% sufficienza piena) mentre boccia l’ex presidente Ue. Sei su dieci dicono di non fidarsi di Prodi: poca fiducia per il 35%, nessuna fiducia per il 25%.
Le imprese che sostengono la Casa delle libertà chiedono principalmente una maggiore flessibilità del lavoro, mentre ben il 36% valuta positivamente o molto positivamente la legge Biagi. Le riforme prioritarie da attuare - dicono - riguardano la pubblica amministrazione (23%) e le liberalizzazioni dei mercati di beni e servizi (18%). E il prossimo governo dovrebbe ridurre il costo del lavoro (37%), tagliare l’Irap (27%), colpire la burocrazia (15%), incentivare la ricerca (11%). In genere, comunque, gli imprenditori sono ottimisti. Per il 56% del campione la situazione economica migliorerà, per il 33% rimarrà più o meno uguale e solo per il 5% peggiorerà. E se per il 28% i problemi economici dell’Italia fanno parte della nostra storia, per il 21% risalgono a 10 anni fa e per il 18% a 20 anni fa, la maggioranza promuove l’ultima Finanziaria targata Casa delle libertà. Il 45% le assegna la piena sufficienza, il 12% la giudica ottima, il 21% la ritiene insufficiente.
Gli imprenditori danno molta fiducia al Quirinale mentre bocciano i partiti. Crolla la Banca d’Italia, travolta dagli scandali finanziari degli ultimi mesi, mentre si continua a sostenere il bipolarismo. Che si sviluppi con il maggioritario o il proporzionale, è di scarsa rivelanza.