Gli Industriali silurano Zara, ma Malacalza resta il più forte

È sempre più serrata la lotta ai vertici di Confidustria genovese in vista delle prossime elezioni del nuovo presidente che dovrà prendere il posto di Marco Bisagno, in scadenza di mandato. E mentre la base, per almeno il settanta per cento, si è già ampiamente schierata sul nome di Vittorio Malacalza, non così chiare sembrano essere le posizioni dei vertici. Infatti ieri, a sorpresa, qualcosa è cambiato. La giunta si è infatti riunita per completare la designazione del gruppo di tre «saggi» che devono sondare le aziende e stabilire il nome del candidato da presentare prima alla giunta e poi all’assemblea.
Il comitato di saggi doveva essere composto da due past president scelti in ordine cronologico e un terzo esperto di rilievo nel panorama genovese. E qui è nato il caso. Infatti la giunta ha ritenuto non più eleggibile Stafano Zara, ex presidente che ha preceduto Bisagno (non eleggibile nei saggi perché ancora in carica formalmente fino alla metà di dicembre, quando si terranno le nuove elezioni) perché «non risulta più possedere i requisiti per ricoprire la carica di saggio». La sua colpa sarebbe soltanto quella di non avere deleghe operative dirette dalle aziende, sebbene sia membro di molti consigli di amministrazione essendo figura di rilievo indiscusso.
A questo punto il secondo past president che entrerà a far parte del gruppetto di saggi, insieme con Riccardo Garrone sarà Luigi Attanasio.
Il terzo nome invece è quello di Giancarlo Piombino, sul quale non ci sono stati dubbi. Il presidente della giunta ha dichiarato di aver ricevuto una lettera personale da Zara che come tale non è stata letta in assemblea. Non ci sono state altre spiegazioni. Per risolvere l’impasse sarebbe bastato chiedere a Zara di farsi fare una delega operativa che decine di aziende sarebbero state felici di fargli. Ma evidentemente non era quello l’obiettivo. A proposito: Zara sarebbe stato probabilmente un sostenitore di Malacalza.