"Infame negare Shoah". E il Vaticano condanna

Il
presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Gattegna: &quot;Togliere la scomunica è un fatto interno alla Chiesa. Le tesi di Williamson però sono un'infamia&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=324052">Il Vaticano condanna il vescovo che nega la Shoah</a></strong>

Roma - La chiesa cattolica ha perdonato i ribelli tradizionalisti seguaci di Lefebvre, togliendo la scomunica ai quattro vescovi consacrati illegittimamente nel 1988. Ma la decisione di Ratzinger ha scatenato la protesta delle comunità ebraiche perché, tra i "perdonati", c'è anche il vescovo Richard Williamson, che ha negato l'esistenza delle camere a gas e lo sterminio di milioni di ebrei. La remissione della scomunica "è una questione che deve essere tenuta separata dalle opinioni storiche. La prima è un fatto interno alla Chiesa su cui non abbiamo niente da dire, sulle tesi negazioniste, invece, abbiamo molto da dire perché sono un’infamia". Il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna, torna sulla polemica tra Vaticano e mondo ebraico suscitata dalla decisione di Benedetto XVI di riabilitare quattro vescovi lefebvriani, tra cui c’è anche monsignor Williamson.

Serve smentita tesi negazioniste Su quest’ultimo Gattegna auspica una presa di posizione netta da parte della Chiesa. "In questo momento - spiega Gattegna - siamo attenti osservatori delle decisioni che la Chiesa prenderà in merito a chi sostiene tesi negazioniste. Ci auguriamo che ci sia una smentita di queste tesi che chiarisca ogni dubbio a riguardo".

La Chiesa francese Il cardinale Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e membro della Commissione pontificia "Ecclesia Dei", definisce "inaccettabili" le "esternazioni di monsignor Williamson". L’arcivescovo, tuttavia, ritiene che "la remissione della scomunica non è mai la fine ma l’inizio di un processo di dialogo" e che alcuni importanti punti sono ancora tutti da chiarire.

Il comitato ebraico-cattolico della Svezia, il Paese dove è andata in onda sul primo canale televisivo della tv di Stato, l’intervista al vescovo Williamson con le affermazioni negazioniste, ha chiesto al Vaticano una esplicita condanna delle parole dell’esponente della Fraternità di San Pio X. Dell’organismo misto fanno parte il rabbino capo emerito Morton Narrowe e il sacerdote gesuita Klaus Dietz.

Pesanti critiche dalla stampa tedesca Pesanti critiche della stampa tedesca alla revoca della scomunica dei quattro vescovi scismatici. Il quotidiano  "Sueddeutsche Zeitung" definisce un "peccato originale" l’atto di clemenza del Papa, in particolare per quanto riguarda la riammissione nel seno della Chiesa del vescovo negazionista dell’Olocausto. "La riconciliazione del Papa con un ripugnante antisemita è sconcertante", scrive il quotidiano di Monaco di Baviera. Il quotidiano "Hannoversche Allgemeine Zeitung" scrive che "ancora peggio (della riammissione dei vescovi scismatici, ndr) è il fatto che un negazionista dell’Olocausto possa rientrare nel seno della Chiesa". Sotto il titolo "Troppa grazia" il quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung" scrive che "resta un segreto il motivo per cui il Papa si è spinto così avanti nei confronti dei più fanatici avversari del Concilio Vaticano II".