Infarto i rischi più elevati si hanno dopo il secondo attacco ischemico

É il dopo infarto la nuova emergenza per il cuore. Il 60% di chi sopravvive al primo infarto incorre in un secondo evento, con un rischio di mortalità tre volte maggiore. Al via dal 20 novembre la Campagna «Il Valore della Vita», promossa dall'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) e dalla Fondazione «Per il Tuo Cuore» onlus, con il supporto di AstraZeneca, per informare e sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione e sui rischi del dopo infarto.Ogni anno 130mila italiani vengono ricoverati per infarto. Per 80mila si tratta del primo grave episodio ischemico e circa 3mila non sopravvivono. Gli altri 50mila hanno già avuto un infarto e 10mila muoiono entro un anno dal ricovero, con un rischio di mortalità triplicato. Almeno la metà potrebbe salvarsi: il primo infarto infatti è imprevedibile per la maggior parte dei pazienti, il secondo invece potrebbe essere evitato grazie al rispetto di stili di vita salvacuore, a cure adeguate e costanti e ad una corretta riabilitazione cardiovascolare. Dopo l'infarto solo un paziente su due, però, segue bene e a lungo le cure; meno della metà corregge le proprie abitudini alimentari; appena uno su dieci abbandona la sigaretta e circa il 30 per cento segue percorsi riabilitativi. Ancora troppo poche inoltre le strutture in grado di offrirli: soltanto 190 per un totale di circa 3mila posti letto concentrati soprattutto al Nord.
Il 60% degli italiani colpiti e sopravvissuti a un primo infarto, torna in ospedale per un secondo episodio. E sono loro che rischiano di più, perché 1 su 5 muore entro l'anno.