Infermeria piena con Rubinho & C.

Luca Russo

Rubinho sta meglio, il peggio è passato. Ieri mattina è stato dimesso dall'ospedale di Modena ed è tornato a Genova. Il forte trauma contusivo cervico facciale provocato dalla scontro con la punta emiliana Sforzini lo costringerà a stare fermo per una decina di giorni prima del completo recupero, ma senza ulteriori conseguenze. Insomma l'infortunio è meno grave di quanto si pensasse nei minuti successivi al trauma quando il portiere brasiliano aveva anche perso i sensi spaventando i compagni. Poi l'intervento del medico sociale Lucio Genesio e quello del professor Alberto Zangrillo, primario della rianimazione cardiovascolare dell'ospedale San Raffaele di Milano e medico personale del presidente Preziosi che ha accompagnato il giocatore all'ospedale. Rubinho si è ripreso senza la necessità di alcuna assistenza respiratoria e gli esami hanno scongiurato complicazioni. «Del momento dell'impatto non ricordo nulla - ha confessato ieri -. Ora sto meglio e voglio tornare a giocare».
Ma il suo momento è un po' lo specchio di un Genoa che vorrebbe, ma non può. Vorrebbe giocare alla grande come sa, ma gli interpreti non sono in condizione, vorrebbe correre a mille, ma è stanco. È questa l'impressione avuta a Modena nel primo turno infrasettimanale del campionato di serie B. La squadra di Gasperini ha cercato come sempre di imporre il suo gioco, ma si è trovata per la prima volta in seria difficoltà. Intanto perché là davanti si è sentita la mancanza di una prima punta vera. Aurelio si è prodigato, ma non è proprio riuscito a recitare il ruolo di vice Greco anche perché nei suoi movimenti continuava a mostrare il profilo dell'esterno offensivo. Poi è mancata la consueta lucidità con il turn over forzato, e per certi versi eccessivo, che ha tolto i soliti punti di riferimento.
«A posteriori - ha confessato Gasperini - probabilmente avrei schierato la stessa formazione perché non c'erano grosse alternative. Non abbiamo fatto una prestazione importante, ma credo che anche noi le nostre occasioni le abbiamo avute. Poi è arrivato il loro primo gol tanto bello quanto imprevisto. Nella ripresa abbiamo cercato di recuperare poi è arrivato il raddoppio del Modena che ci ha tagliato le gambe». Ecco così la prima sconfitta stagionale che ha come immediata e più importante conseguenza, in vista del match di sabato con il Piacenza, l'emergenza infermeria. Sì perché oltre a Rubinho, dalla partita di Modena anche Milanetto è uscito malconcio con un affaticamento muscolare mentre Juric, che era al rientro, ha subito fatto i conti con un risentimento. Come se non bastasse Zeytulaev, che al Braglia appena chiamato in causa ha mostrato segnali di crescita, è tuttora dolorante per una forte contusione subita. Infine per stessa ammissione del tecnico, ci sono le condizioni non ottimali di Pedro Lopez e Longo e quella di un Greco in recupero ma difficilmente pronto per sabato. «In questo momento - ha confessato Gasperini - siamo un po' incerottati. Ma dobbiamo compattarci. Con il Piacenza sarà un'altra sfida difficile. Basta guardare la classifica e si vede che loro hanno tanti punti come noi. Il campionato è lungo e ci sarà da soffrire fino alla fine».
«In questi pochi giorni da qui a sabato, dobbiamo fare gruppo e sperare nel recupero di qualche giocatore per noi importante - ha aggiunto Giuseppe Sculli volenteroso, ma poco efficace a Modena -. Non è un caso che il Piacenza abbia battuto sia il Napoli che il Bologna, ma a Genova fare punti non sarà un'impresa facile per loro».