Infermiere e stupratore seriale

L’uomo è accusato di aver violentato in due anni almeno dieci ragazze

da Bari

È accusato di aver compiuto violenza sessuale su almeno una decina di ragazze, cinque delle quali minorenni: per questo, un infermiere ausiliario di 37 anni, sposato e padre di due figli piccoli, con precedenti penali, dipendente di una clinica di Bari - dove, secondo gli investigatori, avrebbe sempre tenuto un comportamento esemplare - è stato arrestato dai carabinieri di Molfetta.
Nei confronti dell'uomo è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere dal gip del Tribunale di Trani Michele Nardi, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Ettore Cardinali, per violenza sessuale aggravata e continuata e porto illegale di arma da fuoco e arma bianca. I casi di violenza si sono verificati nella zona 167 di Molfetta e nel vicino quartiere Paradiso; il primo risale al dicembre 2003, mentre altri nove sono stati compiuti tra marzo e novembre 2005. I militari hanno verificato che alcune volte si è trattato di tentativi di violenza in quanto le giovani vittime avevano reagito urlando e liberandosi e costringendo quindi il maniaco alla fuga.
L'aggressore agiva sempre con le stesse modalità e negli stessi quartieri dai quali si può facilmente uscire dal paese imboccando una delle strade che conducono ai comuni vicini. Il violentatore usava quasi sempre - secondo i racconti delle vittime - un coltello a lama lunga con il manico di colore giallo oppure di colore nero e qualche volta una pistola; con l'arma minacciava le vittime costringendole a non gridare. Nei nove casi di violenza verificatisi negli scorsi mesi, le vittime sono state sempre aggredite nei pressi delle loro abitazioni (all'interno degli androni dei condomini) dopo essere state seguite per un breve tratto di strada. Nel caso del 2003, la ragazza è stata sorpresa mentre camminava in un luogo isolato vicino a un convento di suore, minacciata con un coltello e trascinata su un prato dove è stata violentata.
L'infermiere 37enne, che è nato in Lombardia e risiede in un comune del nord barese, è stato identificato anche sulla base di riconoscimenti fotografici da parte delle vittime.