Infermieri, firmato l’accordo

Non si limiterà a un contentino in busta paga ma sarà un aumento «sensibile» dello stipendio. Parola di Regione Lombardia e dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Il contratto integrativo per gli infermieri si farà e non sarà cosa da poco. Ieri è stato firmato il primo accordo per rispondere all’emergenza del personale negli ospedali e la richiesta sarà inoltrata nel giro di breve al governo.
In Lombardia mancano 2mila e 200 infermieri e duemila operatori sanitari. Colpa del costo della vita troppo altro che costringe chi ha vissuto e studiato qui a chiedere contratti in altre regioni, dove pagare l’affitto e fare la spesa non vuol dire arrivare a fine mese con il conto in banca all’asciutto. «Lavorare a Milano o a Crotone non è la stessa cosa», spiega il presidente della Regione, Roberto Formigoni. E quindi è giusto che anche gli stipendi siano differenziati, in proporzione ai costi della quotidianità. Non solo, si prevedono anche alloggi con affitti contenuti rispetto ai prezzi di mercato da mettere a disposizione degli infermieri e degli studenti di scienze infermieristiche che arrivano da fuori regione.
I sindacati appoggiano la richiesta, già più volte avanzata da Regione Lombardia al ministero dell’Università e agli atenei di avere più posti nei corsi per infermieri. Nel calcolo degli iscritti non fa testo l’aumento del numero chiuso voluto dall’università Cattolica poiché il corso si svolge all’ospedale Gemelli di Roma.
L’accordo firmato prevede anche un confronto mirato sui processi formativi degli infermieri e sui modelli organizzativi delle aziende sanitarie e ospedaliere. «Siamo pronti a mettere di più - precisa Formigoni - per affrontare un tema che ci penalizza da tempo». Avere meno personale rispetto al necessario «penalizza il servizio» anche secondo Franco Giorni della Cisl. «Devono essere significativi gli aumenti dello stipendio», chiede Susanna Camusso, segretaria regionale della Cgil. «È un fatto nuovo che si discuta di un contratto integrativo di una certa consistenza», fa notare infine Walter Galbusera della Uil.
La prossima settimana, dunque, ci sarà un primo incontro fra la Regione e i sindacati per dare seguito all’accordo. Per ora comunque l’importante è che si sia messo nero su bianco che si vuole andare tutti nella stessa direzione: rendere la vita meno difficile agli infermieri.