Inferriata notturna alle Colonne Nuovi spazi per il Piccolo teatro

I lavori partiranno a fine anno: ripensata la sala storica con nuovi impianti e arredi. Ci sarà anche un laboratorio multimediale

Pamela Dell’Orto

Una recinzione per proteggere la basilica e le colonne di San Lorenzo dai vandalismi notturni. È il progetto più importante che la giunta Albertini - ieri riunita per l'ultima volta prima della scadenza del mandato - lascia in eredità al prossimo consiglio comunale. «Abbiamo raccolto l'appello di monsignor De Scalzi, del parroco don Augusto e dei residenti - spiega il vicesindaco De Corato - e abbiamo l'approvazione della Soprintendenza. In questi anni le abbiamo tentate tutte, ma sono rimasti i suonatori di bongo, i punkabbestia, i venditori abusivi di birra, gli schiamazzi e i vandali». E se nel '97 la decisione di recintare il parco delle Basiliche ha portato ottimi risultati, ecco che allora per San Lorenzo arriva una soluzione simile, ma più evoluta. Una cancellata telecomandata, a scomparsa, chiusa di notte - nelle ore più critiche, da mezzanotte alle 5 del mattino - invisibile di giorno. Una «barriera telescopica», che funziona con lo stesso principio di un cannocchiale: modulabile a diverse altezze, fino a due metri se aperta, con soli 80 centimetri nel sottosuolo, in modo da salvaguardare il patrimonio archeologico sotterraneo. E fatta di sbarre indipendenti fra loro, in modo da «lasciare aperto un piccolo varco anche la sera, e di predisporre un controllo da parte della forze dell'ordine». Il progetto - 1,4 milioni di euro per un anno di lavori - propone due soluzioni: recintare la sola basilica per proteggere il sagrato, o basilica e colonne per salvaguardare l'insieme. Al prossimo consiglio la decisione.
PICCOLO TEATRO
Un altro simbolo di Milano da «salvare», è la sede storica del Piccolo Teatro, in via Rovello. Il progetto approvato ieri in giunta è definitivo: i lavori partiranno a fine anno con un investimento di 3,7 milioni di euro. La sala fondata da Giorgio Strehler e Grassi nel '47 nello storico palazzo Carmagnola, rimarrà la stessa: ma sarà riorganizzata e resa più sicura, grazie a nuovi impianti, servizi e spogliatoi, nuovi arredi, nuova biglietteria, un foyer e una cabina di regia più spaziosi. E un nuovo ingresso dal chiostro di via Rovello. Qui sorgerà un laboratorio per la ricerca multimediale, mentre il cortile interno sarà restaurato «per riportare alla luce colonne, capitelli e pavimentazione originale».
SAN SIRO
Resta invece in alto mare la vendita di San Siro a Inter e Milan. Approvata dalla giunta (il 12 maggio scorso), la delibera di cessione dei diritti alle due squadre per 99 anni è stata bocciata dal consiglio comunale. La giunta ieri ha approvato la messa in sicurezza dello stadio come richiesto dal decreto Pisanu. Lavori che richiedono lo stanziamento di 34 milioni di euro, e di altri interventi urgenti per tre milioni. Trentasette milioni che saranno anticipati da Milan e Inter con una modifica al canone d'affitto. «Principale obiettivo della vendita del Meazza - spiega l'assessore Aldo Brandirali - era assicurare gli investimenti delle società per la massa di opere indispensabili per lo stadio. Il comune dovrà rispondere di quelle opere, assolutamente urgenti».
EX VARESINE
Dopo decenni di contenziosi, Palazzo Marino risolve anche un'altra questione annosa, il recupero delle ex Varesine. Ieri la delibera in giunta che dà il via libera al progetto. «Dopo cinquanta anni di fallimenti - dice l'assessore all’Urbanistica Gianni Verga - abbiamo definito il completamento dell'intera area Garibaldi-Repubblica. Piazze, percorsi e spazi pubblici e pedonali, parcheggi pubblici sotterranei oltre a un grande, importante, centro culturale di tremila metri quadri». Spesa complessiva, nove milioni.