Infetti il 23% dei computer italiani

Il dato, reso noto dalla polizia postale, colloca l'Italia al terzo posto in Europa e al decimo nel mondo, come numero di infezioni informatiche. I rischi non sono solo per l’utente domestico ma anche per le imprese<br />

Milano - È infetto il 23% dei computer italiani: un dato, questo, che colloca il nostro Paese al terzo posto in Europa ed al decimo nel mondo per la diffusione dei virus informatici. Nel 2007 inoltre sono stati rilevati ed eliminati attraverso i sistemi di sicurezza Microsoft oltre 3,5 milioni di software dannosi. Questi i numeri presentati dal direttore della divisione investigativa della polizia postale, Maurizio Masciopinto. "I rischi - ha spiegato Masciopinto, nel corso della presentazione della prima 'Settimana nazionale della sicurezza in rete' - non sono solo per l’utente domestico, ma anche per le imprese. E se quelle grandi hanno affrontato il problema nel modo giusto, le piccole e medie imprese si affidano spesso a consulenti e pseudoesperti che in realtà tali non sono ed i loro server vengono così usati come teste di ponte per attacchi informatici".

Il direttore ha poi sottolineato che la "polizia postale è una punta di eccellenza nel sistema di contrasto alla criminalità informatica, siamo ormai diventati un modello per altri Paesi ed i nostri uomini hanno un’altissima specializzazione nel settore".

Pedopornografia online Dai dati presentati alla "Settimana nazionale della sicurezza" emerge che la polizia postale ha chiuso dal 2001 ad oggi 177 siti con contenuti pedopornografici, ben l’11% dei minori ha dichiarato di aver avuto contatti con pedofili o con persone sospette durante la navigazione in rete, mentre, sul versante delle frodi, il 52% degli utenti on line avrebbe subito un tentativo di accesso non autorizzato alle proprie informazioni sulla rete.