Le «Infinite possibilità» dei La Crus

Luca Testoni

Salvo contrattempi dell'ultima ora, Infinite possibilità, il settimo (e a quanto pare travagliato) disco di studio dei La Crus, sarà nei negozi a metà ottobre.
Una rentrée a lungo rimandata, destinata a mettere a tacere le tante, maliziose voci secondo le quali la formazione, che ruota attorno alle figure di Mauro Ermanno Giovanardi (voce e testi), Cesare Malfatti (chitarre e campionatori) e Alessandro Cremonesi (testi), fosse ormai sul punto di sciogliersi. Mettendo fine a un'esperienza musicale importante, e comunque innovativa, per il Belpaese, sospesa tra pop, canzone d'autore ed elettronica, e iniziata alla grande con il pluridecorato e omonimo album nell'ormai lontano 1995.
Per regalare un assaggio del disco in anteprima, la band milanese ha deciso questa sera di giocare in casa, scegliendo il palco del Milano Film Festival allestito nella suggestiva cornice dei Fossati del Castello (ore 23, ingresso libero).
Per l'occasione, poi, la première sarà preceduta da una selezione di corti delle passate edizioni del Festival rieditati e risonorizzati proprio dai La Crus.
«Credo che sarà una sorpresa per tutti», avverte a mo' di premessa Giovanardi, parlando a proposito del cd in uscita. «Anzitutto perché è “più suonato” dei precedenti, con meno elettronica. Lo scopo è renderlo il più vicino possibile alle atmosfere live, di disco dal vivo. Secondo me, ci sono dei pezzi bellissimi, freschi. Mi piace l'idea di mischiare alcune ballate ad altri brani più “singolosi” e, dunque, più accessibili».
Tenendo fede al loro essere gruppo, ma anche un progetto aperto in grado di coinvolgere altri soggetti artistici, i La Crus hanno deciso di coinvolgere anche lo scrittore Marco Lodoli (e non è la prima volta: l'autore romano era già presente nell'album Ogni cosa che vedo del 2003) e il poeta Andrea Zanzotto, che ha affidato loro una sua poesia.
«Cerco le canzoni che sento aderire in modo perfetto alla mia pelle, perché credo sia il modo più sicuro per affrontare il pubblico. Quando sali su un palco sei nudo e se canti qualcosa in cui non credi, chi ti ascolta lo capisce subito», ha spiegato di recente la sua filosofia il cantante dei La Crus, che da sempre fanno della ricercatezza dei suoni e dell'intimismo dei testi i propri tratti più caratteristici.
Sempre nei Fossati del Castello, ma alle 19, largo alle «ruvidità in dialetto» del cantautore brianzolo Francesco Magni.