Infinitif resta imbattuto Derby senza emozioni

È il suo ottavo successo In testa sin dalla partenza, non è stato mai minacciato Ilaria Jet, grande delusione

da Roma
Infinitif doveva essere e Infinitif è stato: il derby del trotto numero 80 non ha avuto storia e, come avevamo previsto, Pippo Gubellini in sulky al fuoriclasse di casa Dubois ha mantenuto agevolmente il comando sin dallo stacco dell’autostart, mettendo in cassaforte con disarmante naturalezza l’ottavo successo di una carriera immacolata. E così Infinitif è diventato il primo cavallo a conquistare il Derby da imbattuto, mentre il suo interprete illuminato Pippo Gubellini ha centrato il suo poker nel “nastro azzurro“.
La corsa ha lasciato ben poco spazio allo spettacolo a causa di un tatticismo esasperato, tanto che parte del pubblico non ha gradito e dalle tribune si sono levati fischi durante e dopo la corsa. E’ successo, infatti, ché Jean Pierre Dubois in sulky a In Dix Huit riuscisse subito dopo la partenza a portarsi al largo del compagno di scuderia Infinitif. Logicamente Dubois non aveva interesse a premere sull’acceleratore e così si è limitato ad accompagnare con il suo In Dix Huit il battistrada Infinitif. Visto che nessuno ha avuto il coraggio di immolarsi per movimentare la corsa con una sortita all’esterno, la corsa è scivolata via monotona con un primo chilometro al rallentatore da 1’17”8. Altrettanto logico che Pippo Gubellini spingesse a nel secondo giro percorso sul piede di 1’13” secchi, scandendo in particolare un vertiginoso 1’10” per gli ultimi 600 metri. E così nessuno degli inseguitori è riuscito ad arrecare la ben che minima minaccia ad Infinitif che si affermava alla media di 1’15”, lontana dal record della corsa.
Esaurito il suo ruolo di accompagnatore-cuscinetto, In Dix Huit mollava la presa in retta d’arrivo dove Impeto Grif, rimasto sempre incollato nella scia del vincitore, conquistava il secondo posto a una lunghezza e mezza, più indietro un sorprendente Igor Font respingeva di una testa il disperato serrate finale di Ilaria Jet. Quest’ultima, nonostante la tattica avversa, è stata la vera delusione della corsa: nella vittoriosa qualificazione era parsa davvero un’altra cavalla. L’impressione, comunque, è che abbia vinto il migliore, anche se quella di ieri per Infinitif – gigante di classe eccelsa ma con i piedi di cristallo – sarà con tutta probabilità l’ultima corsa della carriera: farà infatti lo stallone in Italia. Una nota di merito per un altro stallone: quel Varenne che, dopo aver visto sua figlia Idole di Poggio trionfare sabato nelle Oaks ha piazzato Impeto Grif al posto d’onore.
Pezzo di bravura del driver finlandese Jorma Kontio con lo svedese Opal Viking nel “Turilli“, ricca spalla del Derby Opal Viking subito in testa, si esibiva in un perentorio 1’11’1 per il secondo giro, vano il tentativo di arrembaggio del francese Oiseau de Feux. L’italiano El Nino, mai in grado di interferire nel match fra i due stranieri. Per Opal Viking un eccezionale ragguaglio di 1’12”5 che vale il record della corsa e della pista.