Inflazione più fredda: in febbraio al 2,1%

Inflazione in leggero calo a febbraio. Dopo il dato preliminare diffuso nei giorni scorsi, l'Istat ha confermato ieri che l’aumento dei prezzi al consumo è sceso al 2,1% annuo, rispetto al 2,2% registrato a gennaio. Rispetto a gennaio 2006 l'incremento è stato dello 0,2%. Per quanto riguarda l'indice armonizzato (quello utilizzato in sede Ue), si è registrato un più 2,1% su base annua e un meno 0,2% su base mensili. La stima provvisoria, invece, aveva riportato un più 2,2% tendenziale e un meno 0,1% congiunturale. Depurata dei beni più volatili come gli energetici e gli alimentari non lavorati, l’inflazione ha riportato un più 1,7%; stesso risultato per l'indice generale al netto dei soli beni energetici. Per quanto riguarda il tasso di inflazione «acquisito» per il 2006, cioè quello che si registrerebbe se l'indice dei prezzi al consumo rimanesse per la restante parte dell'anno allo stesso livello misurato a febbraio, è pari all'1,3%. Secondo il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, i dati sui prezzi e quelli relativi all’export (più 4% nel 2005) «sono buoni. Siamo usciti da una fase un po’ lenta». A gennaio e febbraio - ha sottolineato Tremonti - «si è registrato un buon andamento dell'Iva interna e delle immatricolazioni auto. L'economia italiana si sta riprendendo in linea con il resto dell'Europa». Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati si sono verificati nelle città di Torino (più 2,9%), Ancona (più 2,7%), Aosta, Perugia, Campobasso e Cagliari (più 2,6% per tutte e quattro), Trento, Bologna e Napoli (più 2,4% per tutte e tre). Quelli più moderati hanno riguardato le città di Bari (più 1,5%), Venezia (più 1,8%), Trieste e Firenze (più 2,1% per entrambe).