Inflazione da record: nel 2008 è salita al 3,3%

L'inflazione segna il livello record dal 1996 e in netto aumento
rispetto all’1,8% dell’anno precedente. L’indice è cresciuto senza sosta fino alla fine dell’estate, spinto dall’impennata dei prezzi energetici e alimentari, raggiungendo
il livello record di 4,1% annuo. Lieve frenata a dicembre

Roma - Il tasso d’inflazione nel 2008 si è attestato al 3,3%, il massimo dal 1996, contro l’1,8% del 2007. Stando ai dati resi noti dall'Istat, l'indice armonizzato europeo in media annua ha segnato +3,5%, il massimo da quando viene calcolato.

Un record dal 1996 Nel 2008 l’inflazione si è attestata al 3,3%, segnando il livello record dal 1996 e in netto aumento rispetto all’1,8% dell’anno precedente. L’Istat aggiunge che anche l’indice Ipca - quello usato in sede Ue - ha raggiunto il livello massimo dal 1997 attestandosi al 3,5%, mentre nel 2007 aveva segnato un +2%. L’anno scorso l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto quasi senza sosta fino alla fine dell’estate, spinto soprattutto dall’impennata dei prezzi energetici e alimentari, raggiungendo il livello record di +4,1% annuo a luglio e agosto. In autunno però, con la discesa dei prezzi petroliferi e il rallentamento dell’economia, l’inflazione ha frenato progressivamente, segnando perfino un calo record a novembre con un -0,4% mensile (una flessione che non si registrava dal luglio del 1959).

Il leggero calo di dicembre Inflazione in calo a dicembre. Sulla base dei dati pervenuti, l’Istituto nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), relativo al mese di dicembre 2008, presenti una variazione di meno 0,1 per cento rispetto al mese di novembre 2008 e una variazione di più 2,2 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra nel mese di dicembre una variazione di meno 0,2 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di più 2,3 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sulla base dei dati finora pervenuti, rileva l’Istat, gli aumenti congiunturali più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per i capitoli Ricreazione, spettacolo e cultura (più 0,5 per cento) e Comunicazioni (più 0,3 per cento); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Servizi sanitari e spese per la salute e Istruzione. Variazioni negative si sono verificate invece nei capitoli Trasporti (meno 1,1 per cento), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,6 per cento) e Servizi ricettivi e di ristorazione (meno 0,3 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 5,5 per cento), Bevande alcoliche e tabacchi (più 5,3 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 4,3 per cento). Variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 3,3 per cento) e Trasporti (meno 0,2 per cento).