Inflazione senza freni nell’area euro e negli Usa

da Milano

La Russia ha superato la Germania ed è il primo mercato europeo dell’automobile. Al di là del nuovo dato negativo delle immatricolazioni a giugno nel Vecchio continente (meno 7,9% e meno 2,2% nel primo semestre), il sorpasso di Mosca su Berlino, da gennaio a oggi, rappresenta un fatto storico anche se il mercato russo, per ora, non è considerato nelle rilevazioni mensili dell’Acea.
Europa a picco, dunque, e - secondo il Centro studi Promotor - «la situazione è destinata a farsi ancora più pesante nella seconda metà del 2008». Spagna (meno 30,8%), Italia (meno 19,5%) e Regno Unito (meno 6,1%) sono i Paesi che soffrono di più. Tengono, invece, Germania e Francia, in quest’ultimo caso grazie a una fattiva politica fiscale legata alle emissioni. In difficoltà, però, cominciano a essere anche i Paesi da poco entrati a far parte della famiglia Ue dove la motorizzazione di massa sta decollando: giugno (meno 3,7%) è stato il secondo mese di seguito negativo per l’Est. In questo scenario, condizionato da caro benzina e crisi dei consumi, il gruppo Fiat ha tenuto le posizioni (8% di quota mercato a giugno e 8,4% nei sei mesi), mentre in Borsa il titolo torinese è stato oggetto di un maxi rialzo (più 5,96%) riavvicinandosi a 10 euro (9,84 la chiusura di ieri). Il titolo, insieme all’intero comparto, ha beneficiato della brusca frenata del petrolio e delle conseguenti aspettative di un raffreddamento del prezzo del barile. I marchi del Lingotto (meno 6,7% le vendite a giugno) vedono il segno «più» in Francia (26,8%) dove sono particolarmente richiesti i modelli più compatti. Il solo marchio Fiat ha ottenuto nel Paese d’Oltralpe un aumento dei volumi del 48,5% e del 39,5% in Germania. Il segmento delle city car vede primeggiare il brand di Torino con Panda e 500 (140mila le unità consegnate ai clienti nel primo anno di commercializzazione).
In crescita anche Lancia (più 12,7%, Italia esclusa) il cui ad Olivier François ha rimarcato, ieri, come «questi risultati sono ottenuti con una gamma formata nel 2004». L’impatto della nuova Delta si avvertirà solo nei prossimi mesi. Anche Alfa Romeo attende di verificare l’«effetto MiTo». Intanto il Brasile, determinante per gli utili del gruppo, continua a dare soddisfazioni al Lingotto: 25,9% di quota a giugno e crescita dei volumi (26,9%) superiore al mercato (26,6%) nel primo semestre.