Inflazione, Trichet: "Elevati rischi al rialzo"

La Bce non tocca i tassi, ma lancia l'allarme: &quot;L'incertezza sui mercati durerà più del previsto&quot;. Nuovo record di euro e petrolio. <a href="/a.pic1?ID=253816" target="_blank"><strong>Soros: il peggio deve arrivare</strong></a><br />

Milano - Euro e petrolio in volata. La moneta del Vecchio Continente ha toccato il nuovo record di 1,5912 dollari, mentre il brent ha segnato i 109,86 dollari al barile. Dall’altra parte il biglietto verde è sempre più sotto pressione, anche per i timori che il G7 non riesca a creare un fronte compatto per arginare la crisi finanziaria. "Qualcuno che voleva comprare euro/dollari dopo il meeting G7 ha deciso di comprare già adesso", azzarda Chris Turner della Ing. Tra i venditori di dollari, in particolare, ci sarebbero investitori russi, dicono i trader.

La Bce resta immobile La recessione americana è ormai alle porte e l’intera economia mondiale rischia di esserne travolta. Nessuno è al riparo dalla crisi finanziaria innescata dai mutui subprime (Europa compresa) e la politica monetaria resta la prima difesa. La Bce però rimane ferma e prosegue sulla via del wait and see, nonostante i numerosi appelli a intervenire. L’ultimo quello lanciato appunto ieri dall’Fmi nel suo World economic outlook. L’Eurotower decide, quindi, di mantenere i tassi invariati al 4% nonostante ci siano spazi per una politica più espansiva. Una scelta che conferma la preoccupazione legata al forte rialzo degli indici dei prezzi al consumo. Ancora una volta Francoforte opta per lo status quo mentre la Banca d’Inghilterra taglia i tassi dello 0,25%. Decisioni, entrambe, ampiamente attese dai mercati che guardano invece con attenzione al vertice G7 che si aprirà domani a Washington e che si prepara a cercare una via d’uscita alla crisi finanziaria.

Trichet: "Mantenere la stabilità dei prezzi" L'incertezza sui mercati è ancora "eccezionalmente elevata", una tensione che potrebbe durare "ancor più del previsto". A lanciare l'allarme è lo stesso presidnete della Bce, Jean Claude Tichet, ribadendo che priorità dell'istituto centrale sarà quella di "mantenere la stabilità dei prezzi" arginando così "i rischi di un rialzo dell'inflazione". A preoccupare i tecnici di Francoforto è, infatti, l'adeguamento di prezzi e salari che "restano al rialzo". Gli ultimi dati sull’inflazione di Eurolandia, al 3,5% a marzo, indicano infatti il perdurare di forti pressioni al rialzo e l’andamento del 2008 mostrerà sì un rallentamento, ma moderato. Trichet non manca di ricordare - ancora una volta - che fondamentali economici di Eurolandia sono "solidi". Ma "le incertezze dovute alle turbolenze dei mercati finanziari sono insolitamente alte e le tensioni più forti di quanto ci si aspettasse in precedenza".

La cura Draghi Il punto di partenza sarà proprio il rapporto del Financial stability forum che il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, in qualità di responsabile, illustrerà domani. Una cura quella messa a punto dal team di Draghi che punta su una maggiore trasparenza sui mercati finanziari, sul rafforzamento delle misure di supervisione e la costituzione di una squadra di supervisori che tenga gli occhi sui maggiori colossi bancari internazionali con attività cross-border. Nell’attesa crescono i timori che i sette Grandi non riescano a creare un fronte compatto per arginare la crisi e il dollaro finisce sempre più sotto pressione.