Influenza A: 24 le vittime Roma: radiologo e 18enne Altro morto in Campania

In Italia le vittime salgono a 24. Al Bambin Gesù è morta la giovane affetta da fibrosi cistica. Un 26enne morto a Scafati, aveva gravi handicap cerebrali. Morti due giovanissimi in Piemonte

Roma - Sale a 24 il bilancio delle vittime dell’influenza A in Italia. Tutte le vittime, tranne una, "presentavano patologie preesistenti. Per un caso sono ancora in corso gli accertamenti". A fare il punto della situazione è il ministero del Welfare, nel bollettino sull’influenza A, sulla diffusione nel nostro Paese e nel resto d’Europa e sulle misure già messe in atto dal governo. "L’incidenza dell’influenza A - si legge nella nota - è pari allo 0,9 per cento della popolazione durante la 44ma settimana dell’anno (26 ottobre-1 novembre), in base al nuovo rapporto settimanale del sistema di sorveglianza Influnet. La percentuale delle vittime correlate all’influenza A è lo 0,002 per cento dei malati contro lo 0,2 per cento dei decessi correlati alla normale influenza, cioè 100 volte inferiore". Inoltre "in base ai dati pervenuti all’Istituto superiore di sanità, sono state vaccinate al 1 novembre oltre 41mila persone. In particolare, le Regioni sono state sollecitate a vaccinare con la maggiore rapidità le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza e i soggetti dai 6 mesi ai 64 anni appartenenti alle categorie a rischio per patologie preesistenti, con priorità assoluta per i bambini". Le 23 vittime dell’influenza A sono così distribuite: 10 in Campania, 3 in Emilia Romagna, 4 in Lombardia, 2 in Piemonte, 2 nel Lazio, 1 in Sicilia, 1 in Toscana, 1 in Umbria. In Europa sono 340 i morti, 5.846 nel mondo.

Morto un tecnico radiologo È morto oggi all’ospedale Spallanzani di Roma il tecnico radiologo che era ricoverato da ieri in rianimazione dopo avere contratto il virus dell’influenza A. La notizia si è appresa da fonti sanitarie. L’uomo aveva patologie pregesse. Il tecnico radiologo lavorava agli Ospedali riuniti di Anzio e Nettuno. Il radiologo era febbricitante da alcuni giorni, ma aveva pensato a una comune influenza e quindi si era recato a lavoro, ma poi la sua condizione di salute è peggiorata ed è stato ricoverato in ospedale.

Aveva lavorato con il virus "Maurizio era molto attaccato al suo lavoro ed era venuto a lavorare in ospedale anche con la febbre, circa 15 giorni fa. In realtà al momento nessuno aveva pensato al virus, poi le sue condizioni si sono aggravate e il test ha confermato che si trattava dell’influenza A". A raccontarlo sono i colleghi di Maurizio Scavizzi, 58 anni, il tecnico radiologo degli Ospedali riuniti Anzio Nettuno morto oggi allo Spallanzani. I suoi colleghi di lavoro lo ricordano come un uomo sempre gioviale e allegro e la notizia della sua morte ha lasciato tutti costernati. Scavizzi, che abitava a Nettuno, era vedovo e lascia due figlie entrambe 20enni. L’uomo è stato ricoverato allo Spallanzani in grave crisi respiratoria alla fine della scorsa settimana. A portare in ospedale la notizia della sua morte è stata una delle due figlie.

Moure una 18enne Una ragazza di 18 anni è morta stamani all’ospedale Bambino Gesù di Roma. La giovane, affetta fin dall’infanzia da fibrosi cistica, aveva contratto il virus dell’influenza A.  La fibrosi cistica, spiega in una nota l’ospedale, è una grave malattia genetica con forte compromissione dell’attività polmonare. Chantal Carleo, la ragazza di 18 anni morta per influenza A, era stata ricoverata due settimane fa all’ospedale romano Bambin Gesù. Due o tre volte l’anno, la giovane partiva da Lecce, la sua città, e andava a Roma proprio per sottoporsi in ospedale a cure antibiotiche dovute alla fibrosi cistica. Cure alle quali la ragazza veniva sottoposta sin dalla nascita.

Una vittima a Scafati Un uomo di 26 anni con gravi handicap cerebrali è morto all’ospedale di Scafati, Salerno. L’uomo era stato ricoverato ieri sera intorno alle 22, circa venti minuti dopo è morto. Oggi il risultato del tampone ha accertato che era affetto da H1N1. Viveva in una casa famiglia e aveva anche problemi renali.

Due morti in Piemonte Questa mattina, all’ospedale infantile Cesare Arrigo di Alessandria, è deceduto un ragazzo di 14 anni, ricoverato in rianimazione pediatrica per grave insufficienza respiratoria e che, nel corso degli accertamenti, era stato riscontrato positivo anche al virus A H1N1. Lo ha reso noto in serata l’assessorato regionale alla Sanità. Il paziente era affetto da preesistenti pluri-patologie croniche molto gravi e altrettanto grave insufficienza respiratoria cronica. Mentre lunedì, al pronto soccorso dell’ospedale del Vercelli, è morto un 17enne, affetto da mucolipidosi (una rara malattia metabolica congenita, che causa la grave compromissione di molte funzioni vitali). Lo ha reso noto l’assessorato regionale alla Sanità sottolineando che è risultato positivo al test per il virus A H1N1.

Una bimba muore a Monza Era non autosufficiente la ragazza di 13 anni deceduta lunedì mattina all’ospedale san Gerardo di Monza, e affetta da una grave malattia dalla nascita. Era stata ricoverata per una insufficienza respiratoria acuta. La paziente è risultata poi positiva al test per il virus H1N1. Il decesso, secondo l’ospedale, non sarebbe quindi direttamente conseguente al virus dell’influenza A. La ragazza, spiega la direzione sanitaria del san Gerardo, si trovava nel reparto di rianimazione. "La paziente era portatrice di una grave sindrome malformativa toraco polmonare, che ha determinato l’evoluzione negativa della sindrome respiratoria". La tredicenne è la prima vittima con il virus nell’ospedale monzese e la quarta in Lombardia. Secondo il responsabile della rianimazione Roberto Fumagalli, la paziente non presentava all’inizio un quadro clinico preoccupante. Il ricovero era stato deciso precauzionalmente, viste le sue già precarie condizioni generali, e per l’influenza A era stato deciso di adottare la normale terapia prescritta in questi casi. "Le terapie tradizionali si sono però mostrate inefficaci - ha detto Fumagalli - la paziente è stata intubata, ma la crisi respiratoria sopravvenuta lunedì le è stata fatale". La malformazione congenita della giovane non ha permesso l’utilizzo dell’Ecmo, la macchina per la circolazione sanguigna extracorporea che ha contribuito in maniera determinante alla completa guarigione del giovane di Parma, primo paziente grave d’Italia curato a Monza e dimesso il 13 ottobre scorso. L’apparecchiatura è invece utilizzata nel caso della 14enne con leucemia mieloide ricoverata al san Gerardo, colpita anche dal virus dall’influenza A durante il primo ciclo di chemioterapia. Le sue condizioni cliniche, specifica l’ospedale, sono definite stabili.