Influenza A, altri 4 morti: il bilancio sale a undici Italia, il Paese più colpito

Nel giro di poche ore, a Napoli, hanno perso la vita un anziano, un detenuto del carcere di Poggioreale e un medico. Deceduta anche una donna a Rimini. Fazio: "Il nostro Paese è il più colpito d'Europa"

Napoli - L'influenza A fa altre tre vittime a Napoli. E una a Rimini. Nel giro di ventiquattr'ore hanno, infatti, perso la vita un anziano di 65 anni,  un detenuto del carcere di Poggioreale e un medico di 71 anni. Nel capoluogo campano il bilancio sale così a cinque vittime (dieci in tutta Italia). Un decesso registrato anche a Melzo (in provincia di Milano), ma l'assessore lombardo alla Salute, Luciano Bresciani, assicura: "La paziente non è morta a causa del virus".

Fazio: "Italia e Spagna paesi più colpiti" "L’Italia è il paese europeo con il numero maggiore di casi di influenza A insieme alla Spagna, circa 380 per 100 mila abitanti", ha spiegato il vice ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Dal 19 ottobre sono state attivate le reti dei medici sentinella. La Spagna ha un numero di casi simile al nostro, la Francia si attesta un pò più in basso, 216 casi per 100mila abitanti mentre l’Inghilterra risulterebbe avere un dato 10 volte inferiore, 39 casi per 100mila abitantì. Fazio precisa che probabilmente il dato della Gran Bretagna è sottostimato. In ogni caso il viceministro della Salute smorza le preoccupazioni: "L’influenza A continua a restare leggera". Conferma però due raccomandazioni già fatte in passato di "non andare ad intasare i pronto soccorso ma di recarsi dal medico di famiglia in caso di contagio", e l’opportunità che a vaccinarsi "siano solo i servizi essenziali e i pazienti con malattie croniche". "Gli altri - ribadisce in conclusione Fazio - non devono vaccinarsi".

Muore un medico di 71 anni Il 71enne deceduto nel primo pomeriggio a Napoli è il secondo medico morto nel capoluogo partenopeo dopo aver contratto la cosiddetta nuova influenza. L’uomo aveva ricoperto incarichi in strutture sanitarie ospedaliere e poi, per sopraggiunti limiti di età, era divenuto direttore sanitario di una struttura privata di Portici. Soltanto lo scorso martedì era deceduto un altro medico, Claudio Petrè, 56 anni, chirurgo oncologico del Secondo Policlinico di Napoli. Il professionista aveva lavorato fino allo scorso venerdì in sala operatoria, poi i primi sintomi dell’influenza: febbre alta e problemi respiratori. La situazione si era ulteriormente aggravata nel paziente che era già in insufficienza renale.

Un anziano muore al Cotugno Un uomo di 65 anni, E.F., che da tempo soffriva di una forma di indebolimento dell’organismo, è deceduto nella serata di ieri presso l’ospedale Cotugno di Napoli. Due giorni fa il 65enne era stato ricoverato all’ospedale evangelico Villa Betania perché afflitto da insufficienza respiratoria acuta, trasportato nel reparto di medicina e poi in quello di rianimazione è stato sottoposto al test per verificare se fosse affetto dal virus A. È stato poi trasferito in ambulanza presso il Cotugno. Il paziente aveva un quadro clinico già compromesso ed era intubato. Il decesso è avvenuto alle 19.45 di ieri dopo essere arrivato in condizioni disperate presso l’ospedale specializzato in malattie infettive.

Un morto al carcere di Poggioreale Un detenuto, proveniente dal carcere di Poggioreale, è deceduto nella notte al Cotugno di Napoli. L’uomo, secondo quanto rende noto il direttore generale dell’ospedale Antonio Giordano, è risultato positivo al test dell’influenza A. Il paziente, che aveva un quadro clinico gia compromesso, era stato ricoverato la sera di martedì. L’uomo era diabetico e già affetto broncopneumopatia cronica ostruttiva e cardiopatia post ischemica ed obeso.

Donna deceduta a Rimini Primo caso mortale di influenza A nel Riminese. È l’undicesima vittima accertata in Italia. L’azienda Usl ha reso noto che ieri è deceduta per grave insufficienza respiratoria, nell'ospedale Infermi, una paziente di 43 anni affetta da influenza da virus AH1N1. La donna, che presentava fattori di rischio preesistenti, era ricoverata da alcuni giorni nel reparto di Rianimazione, monitorata costantemente dai medici e sottoposta a respirazione artificiale e alle terapie del caso. L’inchiesta epidemiologica, condotta dagli operatori del dipartimento di Sanità pubblica, ha consentito di verificare che le persone che hanno avuto contatti diretti con la paziente non sono stati colpiti dall’infezione.

Un caso incerto a Melzo La paziente di 74 anni deceduta martedì a Melzo non è morta per una causa diretta dell’influenza A, ma per una polmonite batterica ricorrente causata da problemi nell’ingestione del cibo. L'assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, ha fatto sapere che la donna era da tempo in cura al Centro riabilitativo psichiatrico Fatebenefratelli di Cernusco sul Naviglio. "Aveva già avuto episodi di polmonite del genere - ha, quindi, spiegato l'assessore lombardo - aveva comportamenti psicotici e le andava spesso il cibo di traverso, andando a intasare le vie respiratorie". Proprio questo cibo causava infezioni batteriche nei polmoni, ma questi episodi "sono ben diversi dalla polmonite virale causata dall’influenza A - ha aggiunto l’assessore - tanto che infatti era curata con degli antibiotici, e non con degli antivirali".