Influenza A, a Cesena è morta la terza paziente Messina, medici indagati

Ieri mattina è morta la paziente ricoverata all’Ospedale Bufalini
di Cesena. A Messina sono stati
firmati 20 avvisi di garanzia per gli acccertamentti tecnici relativi alla
morte di Giovanna Russo

Milano - La seconda vittima nel giro di pochi giorni. E' morta ieri mattina la signora di 57 anni affetta da influenza A H1N1 ricoverata all’Ospedale Bufalini di Cesena dallo scorso 31 agosto, a seguito di una grave sindrome respiratoria che ha determinato irreversibili complicanze. Intanto a Messina sono stati firmati dal sostituto procuratore di Messina, Adriana Sciglio, 20 avvisi di garanzia per gli acccertamentti tecnici non ripetibili relativi alla morte di Giovanna Russo, deceduta sabato scorso all’ospedale "Papardo", dov’era ricoverata dal 30 agosto per il virus dell’influenza di tipo A H1N1.

Un'altra vittima a Cesena La paziente di Cesena era residente in una comunità per persone disabili, in quanto affetta dagli esiti di una patologia congenita. Risulta inoltre che la paziente aveva sofferto in precedenza di episodi di broncopolmonite. Nella stessa comunità si sono verificati altri 10 casi di influenza, di cui 9 risolti senza ricovero ospedaliero e uno recentemente dimesso dal Reparto di Malattie Infettive ove era stato ricoverato per la presenza di altre patologie che potenzialmente ne potevano aggravare il decorso clinico. L’indagine epidemiologica condotta nella comunità interessata dal Dipartimento di Sanità Pubblica a partire dal primo settembre in seguito della prima segnalazione di caso, ha comportato l’immediata adozione delle misure di prevenzione atte a contenere la diffusione dell’infezione e della profilassi antivirale per i soggetti a rischio di complicanze. Dal 9 settembre non si sono più verificati nella comunità ulteriori casi: poichè il periodo di incubazione dell’influenza, conclude la nota Ausl, è di circa sette giorni dalla comparsa della sintomatologia, si ritiene concluso il focolaio epidemico all’interno della comunità.

Avvisi di garanzia a Messina La polizia municipale ha notificato i provvedimenti a tutti i medici che hanno avuto in cura la donna dal momento del ricovero, prima nel reparto di Malattie dell’apparato respiratorio e successivamente in quello di Rianimazione del "Papardo".  Alcuni degli avvisi di garanzia sono stati notificati anche nei confronti di chi, nel Centro di riferimento regionale di Palermo, ha analizzato i due tamponi faringei inviati dal nosocomnio messinese: il primo prelievo del 31 agosto aveva datto esito positivo e indicato la presenza del virrus A H1N1, mentre il secondo, del 5 settembre, era risultato negativo e non aveva cioè rilevato la presenza del virus. Nel pomeriggio il sostituto Adriana Sciglio, alla quale il procuratore Guido Lo Forte ha assegnato l’incarico di aprire un fascicolo d’ufficio, "per tutelare l’interesse della collettività per quello che potrebbe essere il primo caso in Italia di morte diretta da influenza A ma anche degli stessi familiari della vittima", conferirà l’incarico per l’autopsia ad un pool di consulenti dell’Università di Palermo.

Le indagini al Papardo di Messina Sono arrivati questa mattina all’ospedale gli ispettori inviati dal ministero della Salute e dalla Regione Siciliana per compiere accertamenti sulla morte di Giovanna Russo. Sono quattro funzionari, due provenienti dalla Capitale e due da Palermo, che acquisiranno i documenti clinici relativi alla degenza della paziente che è stata ricoverata in ospedale il 30 agosto agosto scorso. Gli accertamenti dovranno chiarire se sono stati seguiti i protocolli previsti, anche se i familiari della donna, compresa la sorella Giusy, che è un medico, hanno dichiarato che è stato fatto il massimo per salvarle la vita. L’ispezione dovrà anche chiarire se, come ipotizzato, Giovanna Russo sia la prima italiana morta per influenza A. Maggiori particolari su questo tema potranno arrivare dall’autopsia disposta dalla Procura di Messina che sul caso ha aperto un’inchiesta conoscitiva. L’invio degli ispettori è stato disposto dal viceministro della Salute Ferruccio Fazio e dall’assessore alla Sanità della Regione Siciliana, Massimo Russo.