Influenza, il consiglio dei medici: «Vaccinatevi»

(...) dove il virus è stato isolato venerdì scorso su un paziente genovese al San Martino di Genova con una polmonite. «Si tratta del ceppo AH3NH2, il cosiddetto “Perth like” - spiega il professor Giancarlo Icardi, direttore del Dipartimento di Igiene -è un virus largamente atteso che fa parte di quelli inseriti nel vaccino».
Quest’anno, come nel 2010, si prevede la circolazione di tre virus: l’H3N2, l’H1H1 (quello dell’influenza A) e B/Brisbane, tutti coperti dal vaccino trivalente. «Siamo perfettamente nei tempi - spiega Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Iss - in genere i primi avvistamenti del virus si hanno sempre verso fine novembre, quasi sempre nel Nord Italia. Ora aumenterà leggermente la curva di incidenza, poi, attorno a Natale avremo una crescita dei casi per arrivare al picco tra gennaio e febbraio».
L’andamento, secondo gli esperti, dovrebbe essere simile a quello del 2010, fatte salve piccole mutazioni che ogni tanto insorgono nei virus, con una stima dai 2 ai 4 milioni di casi complessivi al termine della stagione influenzale. Che tuttavia dovrebbe essere più mite rispetto alla precedente. Sulla base di una soglia epidemica di 2 casi di contagio ogni mille abitanti, al momento la circolazione del virus è molto bassa. I casi di malattia accertati da settembre ad oggi, ed esplosi con la riapertura della scuole, precisa Icardi, sono tutti dovuti a virus parainfluenzali. «Il virus isolato a Genova - spiega ancora il virogolo Francesco Pregliasco -, cosiddetto “australiano”, è già conosciuto e circolante anche nel 2010. Proprio per questo, si può ipotizzare un grado di immunizzazione nella popolazione e un numero minore di casi». Il consiglio per tutti, però, specialmente per i soggetti a rischio, resta sempre quello di vaccinarsi al più presto.