Influenza, Fazio assicura: "La malattia è più leggera" Scuole, Gelmini: no rinvio

L'analisi del virus non ha destato reali
motivi di preoccupazione: 7mila i
casi, rispetto ai 5.600 della
settimana scorsa. Il viceministro: "Non ci sono motivi
di allarme". Gelmini: "Nessun rinvio dell'inizio delle scuole"

Roma - "La malattia legata al virus dell’influenza A è più leggera del previsto e non desta reali motivi di preoccupazione". Al termine dell’incontro dell’unità di crisi che si è svolto questo pomeriggio al ministero della Salute, il viceministro Ferruccio Fazio rassicura gli italiani sul contagio della nuova influenza. "Noi tutti abbiamo la reale impressione - aggiunge Fazio - che si sta facendo un pò troppo rumore e che non ci sono motivi di allarme".

Il contagio in Italia "La pandemia procede in maniera tranquilla".  Stando ai dati resi pubblici dal ministero della Salute, infatti, i casi di pazienti colpiti dall’influenza A erano la scorsa settimana 5.600 mentre ad oggi sono circa 7mila. Di questi solo 200 sono considerati gravi. Lo stesso Fazio ha sottolineato che si tratta "di un dato significativo ma non ancora esponenziale e dunque non tale da creare particolari allarmi". Resta, comunque, necessario "combattere le rare forme di polmonite virale acuta primaria" e "gestire l’evoluzione della pandemia con le Regioni in modo uniforme". Proprio per questo, Fazio ha invitato le Regioni "a scoraggiare l’accesso diretto dei cittadini negli ospedali e a incoraggiare le chiamate verso il proprio medico di famiglia".

L'ipotesi chiusura delle scuole Tra pochi giorni, al massimo nell’arco di una settimana, il ministero dell’Istruzione emanerà una circolare in cui vengono codificate le modalità di eventuali chiusure di singole scuole o classi se si dovessero verificare casi gravi di influenza A. "La eventuale chiusura di singole classi o plessi scolastici - precisa il ministro Maria Stella Gelmini - verrà decisa su proposta delle Asl con il coinvolgimento del sindaco e del dirigente scolastico". Il ministro ha quindi ribadito che il governo "non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di un allungamento delle vacanze di natale" in coincidenza con il picco dell’influenza. L’ipotesi, ha infatti spiegato Fazio, "era stata avanzata da uno dei componenti dell’Unità di crisi nella scorsa riunione, ma il Governo non l’ha mai abbracciata".

Gelmini: "Educare i più piccoli" "Vanno educati soprattutto i più piccoli" per prevenire il contagio della nuova influenza. Secondo la Gelmini, l’anno scolastico può iniziare tranquillamente con alcuni piccoli accorgimenti. "Bisogna educare soprattutto i bambini più piccoli, quelli delle elementari, a non passarsi ad esempio - ha proseguito - bevande già assaggiate da altri compagni o portarsi alla bocca penne e matite". Quanto alle decisioni prese da alcuni presidi, come il dirigente scolastico dell’istituto Newton di Roma, che ha vietato i baci tra ragazzi, il ministro Gelmini ha osservato che i presidi "hanno la facoltà di assumere decisioni" in virtù dell’autonomia scolastica. "Non credo - ha aggiunto - che oggi sia necessaria una soluzione a livello generale, ma rispetto le scelte e l’autonomia delle singole scuole. Ribadisco - ha concluso - che non è il caso di creare eccessivo allarmismo, il che non significa che il Governo voglia sottovalutare la situazione".

La campagna di informazione Il governo ha stanziato complessivamente per la campagna di comunicazione sull’influenza A 400 milioni di euro. Di questi, ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti, sono stati stanziati fondi per 2 milioni e mezzo di euro circa per "realizzare un primo spot che sarà pronto fra almeno tre settimane e verrà distribuito alle televisioni per la prevenzione della pandemia". Nello spot -verranno riportate le 5 regole approvate da Fazio per proteggersi dal virus: lavarsi con cura le mani con acqua e sapone; coprirsi naso e bocca con un fazzoletto quando si tossisce; non toccare occhi, naso e bocca se si hanno le mani sporche; dare aria agli ambienti; con tosse, raffreddore e mal di testa rimanere a casa.