Influenza A, a Messina un 17enne contagiato: a scuola con figlia vittima

Nuovo caso di contagio del virus AH1N1 nella città siciliana. La conferma del sindaco: è un giovane di 17 anni ricoverato al Policlinico, frequenta la stessa scuola del figlia della donna uccisa dal virus nei giorni scorsi

Messina - Nuovo caso di influenza A. Lo studente di 17 anni ricoverato nel policlinico di Messina è affetto dal virus dell’influenza A. Lo dice il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca. Sabato scorso nel nosocomio Papardo, sempre a Messina, è morta una donna di 46 anni per il virus AH1N1. Il ragazzo è uno studente del liceo La Farina di Messina. "Si deve sottolineare - aggiunge il sindaco - che il preside del liceo molto diligentemente mi ha subito avvertito, visto anche il mio ruolo anche di massima autorità sanitaria della città. A mia volta ho avvertito il direttore generale del Policlinico, Giuseppe Pecoraro, che si è subito messo a disposizione con tutta la struttura sanitaria attivandosi nel modo migliore". Nel prossimo incontro con la unità di crisi che si svolgerà il prossimo lunedì al Comune, il sindaco chiederà che venga mandato a Messina un kit per eseguire gli esami per verificare la presenza del virus in loco. "Oggi - conclude - ho parlato con il vice ministro Fazio, che ha concordato che non bisogna creare allarmismi e stare tranquilli".

Contagio Il 17enne ricoverato al Policlinico di Messina con l’influenza A frequenta lo stesso liceo classico in cui va la figlia di Giovanna Russo, la donna morta per il virus AH1N1 sabato scorso nell’ospedale Papardo di Messina. Il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca dice: "Credo sia opportuno mantenere alta la guardia, ma non creare altri allarmismi. Il fatto che l’influenza si sia verificata in una scuola invece che in un’altra non significa nulla e non bisogna allarmare gli studenti. Così come non vuol dire nulla il fatto che la figlia della donna morta Giovanna Russo, vada nello stesso liceo del ragazzo ricoverato. È risaputo che il virus è contagioso per tre giorni, e quindi anche se la figlia avesse contratto il virus della madre quando è iniziata la scuola non poteva più essere portatrice".