Influenza A, non cambia il calendario scolastico

Il ministro Gelmini: non è prevista alcuna misura eccezionale e anche il calendario delle vacanze natalizie resta immutato. Il vice-ministro Fazio: "Le morti dei giovani colpiscono emotivamente, ma è pandemia più leggera di quanto
può essere l'influenza stagionale, che lo scorso anno ha causato 8 mila
morti"

Roma - Nessuna misura eccezionale è prevista per le scuole in relazione all'influenza A, la scuola "può proseguire con tranquillità". Lo ha detto il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, intervistata da Maria Latella su Sky Tg24, sottolineando che anche "il calendario delle vacanze natalizie non cambierà". Il ministro ha ricordato che insieme al ministero della salute sta monitorando la situazione: "le procedure sono collaudate e ci stanno dando risultati puntuali. Si prevede che solo per gravi motivi si procede alla chiusura della classe o del plesso. La scuola può proseguire tranquilla".

Fazio: pandemia ma più leggera della tradizionale "Mi rendo conto che le morti dei giovani colpiscono emotivamente. Non è più un'influenza ma una pandemia. Questa semmai è più leggera di quanto può essere l'influenza stagionale, che lo scorso anno ha causato 8 mila morti": Lo ha affermato il vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo in diretta telefonica a 'Domenica In - L'Arenà su Raiuno in merito alla diffusione dell'influenza A. Fazio ha spiegato che "parte dell'allarmismo è dovuto all'allarme che c'é stato in passato per altre pandemie, come l'aviaria e la Sars. Ci spaventano - ha detto - perché non le conosciamo e perché sono comunque molto contagiose". Il vice ministro ha poi confermato di aver già raccolto l'appello lanciato in studio dal presidente dell'Ordine dei medici di Roma Mario Falconi, affinché le Regioni potenzino l'assistenza sanitaria. Se "continua questo allarmismo - ha spiegato Falconi - succederà che si paralizzerà l'attività dei medici di base, che già non ce la fanno più". Fazio ha quindi ribadito ai medici la necessità di vaccinare i malati cronici, "perché sono gli unici che rischiano veramente".