Influenza A, retromarcia dei pediatri

Il ministro Gelmini boccia l'idea di rinviare l'apertura delle scuole. I pediatri si tirano indietro: &quot;La misura non avrebbe alcun effetto&quot;. Intanto arrivano i vaccini per l'influenza di stagione<br />

Roma - Scuole aperte, scuole chiuse. A pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico il sistema sanitario si preoccupa per il possibile contagio di massa dovuto dall'Influenza A. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, assicura: "Non ci sarà alcun ritardo nell'apertura delle scuole". E la Federazione italiana dei medici pediatri fa retromarcia: "Non abbiamo mai chiesto né formalmente né informalmente, in alcuna sede, di posticipare l’apertura dell’anno scolastico per contrastare la diffusione del virus della nuova influenza A H1N1". Intanto è alle porte, come ogni anno, l’influenza stagionale, che da sola causa comunque solo in Italia circa 8mila morti l’anno.

La retromarcia dei pediatri "L’eventuale chiusura di uno o più istituti scolastici è una delle tante misure previste dall’Oms - chiarisce il Presidente della Fimp, Giuseppe Mele - nel momento in cui si debba intervenire in comunità di tipo chiuso per circoscrivere un eventuale diffusione infettiva. La Fimp, interpellata nei giorni scorsi anche su questo tema, ha semplicemente affermato di condividere questa come le altre raccomandazioni della massima autorità sanitaria mondiale ma - ribadisce Mele - non ha mai chiesto che l’apertura dell’anno scolastico nel nostro Paese venga posticipata. Misura che, peraltro, al momento non avrebbe alcun effetto a meno di non considerare l’apertura delle scuole una variabile a data da destinarsi". La Fimp fa sapere di aver auspicato che, "anche in sede di confronto nel tavolo tecnico istituito presso il ministero della Salute partecipino rappresentanti del ministero dell’istruzione per valutare insieme ogni misura possibile e necessaria per contrastare la diffusione del virus AH1N1".

Influenza di stagione Il ministero della Salute ha emanato la circolare per la vaccinazione contro la "normale" influenza invernale, consigliando di partire all’inizio di ottobre e sottolineando che, proprio per la concomitanza con la nuova influenza, vaccinarsi è ancora più opportuno, in quanto "rappresenta soprattutto quest’anno un’importante misura di protezione individuale e di tutela della salute pubblica proprio per la possibile circolazione concomitante dei due virus, semplificando la diagnosi, riducendo le complicanze e favorendo l’efficienza dell’assistenza sanitaria". Il periodo consigliato per la vaccinazione va da ottobre a fine dicembre, e una sola dose basterà per tutti i soggetti eccetto quelli di età infantile. Obiettivo minimo della copertura vaccinale il 75% del "target", quello ottimale il 95 per cento.