Influenza Servono più vaccini ma non c’è nessun allarme

«L’influenza H1N1 non rappresenta un’emergenza, ma se lo diventasse, la rete ospedaliera romana sarebbe pronta a dare delle risposte concrete per arginare il virus». Stempera l’allarme sull’epidemia suina il sindaco Gianni Alemanno, che ieri ha visitato quattro ospedali romani per verificare come le strutture sanitarie si sono attrezzate per arginare l’influenza e fronteggiare i casi di contagio. Prima tappa del tour sanitario, il policlinico Umberto I, dove il primo cittadino è arrivato, intorno alle 15, accompagnato dal presidente della commissione Sanità del Comune Fernando Aiuti, dal vicepresidente della commissione Sanità del Senato Domenico Gramazio e dal delegato capitolino ai rapporti con le istituzioni sanitarie, Adolfo Panfili. La prevenzione, attraverso la fortificazione delle difese immunitarie, è il metodo migliore per affrontare l’influenza secondo Alemanno che ha consegnato al direttore generale del nosocomio Ubaldo Montaguti ventimila integratori vitaminici, messi a disposizione da Ratiopharma, precisando, però, che «non sono alternativi al vaccino». Il bilancio all’Umberto I è comunque positivo: su dodici pazienti ricoverati, ben otto sono già stati dimessi dai sanitari. Solo quattro pazienti, due dei quali affetti rispettivamente da distrofia muscolare e da una patologia neurologica, rimangono per ora al policlinico presso il reparto di Osservazione breve. Seconda destinazione del sindaco, l’ospedale Sant’Eugenio, dove i medici hanno fatto sapere che «c’è solo un caso sospetto di contagio da virus A, ancora però in fase di accertamento». Cambiano i numeri, purtroppo, all’Irccs Lazzaro Spallanzani: ammontano infatti a diciotto, nove dei quali sono risultati positivi al virus A, i ricoveri presso il nosocomio sulla Portuense. Anche se il direttore sanitario Francesco Lauria ha precisato che «quasi tutti i pazienti, cioè l’80 per cento sono affetti da patologie pregresse». «C’è qualche carenza di vaccini», ha sottolineato Aiuti, in visita, come ultima tappa, presso l’ospedale Gemelli. E ha proseguito: «La Regione ha fatto un piano di almeno 1 milione e 200 mila dosi, al momento ne servirebbero altre 400mila entro 15 giorni per poter vaccinare tutte le categorie a rischio. Dovrebbe essere somministrato - ha concluso - anche a persone socialmente utili come i vigili urbani e gli operatori dell’Atac e delle municipalizzate del Comune».