Infrarossi per arrestare gli spacciatori

Nei boschi dell’hinterland militari con mimetica, visori notturni e nuovi sistemi di comunicazione: dalla fine del 2007 trenta balordi in manette

«Coi pusher è una lotta senza quartiere che forse non avrà mai fine - spiegano gli investigatori -. Ne prendi due, li sostituiscono in dieci. Soprattutto usano sistemi sempre più efficaci per spacciare ed evitare le manette».
Così per stare al passo coi tempi, anche l’Arma si è dovuta adeguare, mettendo in campo esperienza ma soprattutto tecnologia, per contrastare uno spaccio più sfacciato e impunito. In che modo? Coi metodi della guerriglia. Proprio come se anziché dare la caccia agli spacciatori alle porte della più importante città del Nord Italia, ci si trovasse nella giungla. I pusher si sono appropriati dei boschi dell’hinterland, soprattutto di quelli compresi tra Rho e Linate, sottraendoli ai cittadini e facendone terra propria. Aree verdi sorvegliate da 24 ore al giorno, dove manca solo il banchetto per la vendita alla luce del sole. Coglierli con le mani nel sacco non è compito agevole, soprattutto di sera, quando avviene il grosso del «commercio». Così i militari di Rho, da qualche tempo, stanno vestendo i panni di nuovi Rambo, che agiscono in tuta mimetica, con sofisticati sistemi di comunicazione e muniti di visori notturni, per cogliere il minimo movimento, rimanendo sdraiati nell'erba per ore, o appollaiati sugli alberi a lungo, fino al momento giusto per entrare in azione. Ovvero sino a quando, individuato l’obiettivo, vengono fatte entrare in azione tutte le altre pattuglie anche loro mimetizzate, che nel frattempo hanno circondato la zona, isolando il boschetto.
Una «guerriglia» che dalla fine del 2007 ha portato in carcere già una trentina di persone, tutti extracomunitari, compresi quelli catturati alla stazione di Rho dagli stessi Rambo reduci da lunghe notti trascorse sdraiati sul tetto dello scalo ferroviario, in attesa di pusher.