Infrastrutture, cargo e ammortizzatori sociali Ecco il piano del Pirellone per rilanciare l’hub

Ci vorranno tre ore in più per raggiungere la propria destinazione. Risultato dei tagli di voli diretti intercontinentali da Malpensa. Costo? Duecento e passa milioni di euro all’anno per il sistema delle imprese. Sofferenza niente male per le imprese «made in Lombardia», dove risiede il 52 per cento di quelle a partecipazione estera presenti in Italia e, giusto per capirci, dove circa 3.500 sono le aziende che impiegano oltre 410mila dipendenti.
Dati che non ammettono repliche e che spingono la Regione a tirare fuori il piano «B», ovvero «lo sviluppo di Malpensa senza Alitalia». Sei punti e una premessa: il governatore Roberto Formigoni, l’assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo e tutti gli altri assessori, per la liberalizzazione dei voli utilizzeranno «tutto il peso politico della Regione per ottenere normative che vadano nel senso della liberalizzazione».
Premessa a parte, vediamo nel dettaglio i sei punti fermi per il rilancio di Malpensa. Il primo atto, secondo il piano «B», riguarda Cai: la società deve rendere note tutte le proprie decisioni strategiche e industriali che abbiano un impatto sul futuro dello scalo di Malpensa. Naturalmente, Cai deve rendere note le condizioni eventualmente richieste per attuare il piano Fenice ovvero il posizionamento della compagnia su Malpensa a condizione della limitazione di Linate alla tratta Milano-Roma. Secondo punto del piano «B» è lo sviluppo di iniziative con le Regioni del Nord e con tutte le società che gestiscono gli scali del Nord in modo da arrivare ad un’offerta coordinata che faccia crescere tutti e, quindi, consenta una razionalizzazione del mercato.
Il terzo elemento del piano alternativo riguarda il coinvolgimento delle realtà economiche del territorio, anche per trovare soluzioni condivise per il rilancio dell’attività del trasporto merci. Quarto punto è il sostegno di iniziative per garantire gli ammortizzatori sociali, seguito dal quinto che tocca il settore delle infrastrutture ossia la garanzia di una migliore accessibilità allo scalo di Malpensa. Sesto e ultimo elemento del piano «B» per reinvestire su Malpensa è l’utilizzo di tutti gli spazi offerti dalla legge regionale 29 del 2007, che riguarda le norme di trasporto aereo, il coordinamento e le concessioni aeroportuali. Che, in soldoni, significa: le regole per la liberalizzazione spettano al governo, dopo bisognerà vigilare sul rispetto delle regole liberalizzate.