Infrastrutture, Confindustria ne promuove 10

Sono dieci grandi opere lombarde promosse dalla pagella di Confindustria. Si tratta di tre autostrade, tre ferrovie e quattro tangenziali o strade metropolitane in corso di realizzazione, che nel 2009 hanno compiuto passi avanti decisivi rispetto al 2008. E che dunque hanno ottenuto un giudizio favorevole nel rapporto Oti-Nordovest, realizzato da Assolombarda, Unione industriale di Torino e Confindustria Genova. Al posto del classico voto, i ricercatori hanno optato per un più moderno «faccino»: sorridente per i progetti promossi, triste per quelli bocciati. È la Lombardia la regione del Nord Ovest a compiere i maggiori passi avanti: in Piemonte le infrastrutture promosse sono infatti solo sette, mentre in Liguria sono sei. E se il rapporto non prende in considerazione le altre regioni italiane, a incidere sulla votazione positiva per la Lombardia sono soprattutto due interventi ultimati l'anno scorso: le nuove connessioni infrastrutturali della Fiera di Rho-Pero e il tratto lombardo della ferrovia ad alta capacità Milano-Torino, inaugurata lo scorso novembre. Quattro gli interventi in corso che sono proseguiti rispettando la tabella di marcia tra cui la Brebemi, l'ammodernamento dell'autostrada Torino-Milano, il potenziamento della provinciale Paullese e l'interramento della Sp Villa di Monza. Mentre il tunnel di Castellanza sulla linea Novara-Seregno è stato ultimato il 30 gennaio scorso.
Tra i promossi da Confindustria anche il potenziamento della ferrovia Milano-Mortara, la cui tratta tra Milano e Vermezzo è stata ultimata a dicembre. Due invece gli interventi per i quali nel 2009 è stato approvato il piano definitivo: la Pedemontana, i cui lavori sono iniziati sabato, e la superstrada Magenta-tangenziale Ovest. E se non tutte le opere lombarde sono state promosse nel rapporto Oti-Nordovest, in tre casi hanno comunque compiuto dei passi avanti: la tangenziale Est Esterna, la ferrovia del Gottardo e la tratta ad alta velocità Milano-Verona. Dall'analisi emerge inoltre che sempre nel 2009 il «partito del no» ha bloccato o rallentato ben cinque grandi opere in Lombardia: la Tem, la ferrovia del Gottardo, la Milano-Mortara, la Magenta-tangenziale Ovest e la Rho-Monza. Un problema sottolineato dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, per la quale «ancora oggi lungo il Corridoio 5 Torino-Milano-Trieste la realizzazione di opere infrastrutturali fondamentali è bloccata dai soliti "comitati del no". Per questo è mia intenzione portare una serie di proposte concrete da parte di Confindustria per accelerare i meccanismi di decisione. In primo luogo un utilizzo maggiore dei commissari straordinari con poteri realmente speciali, in modo da non restare indietro rispetto agli altri Paesi europei dove si discute ma poi è obbligatorio giungere a una scelta definitiva entro una data prestabilita». A Marcegaglia, secondo cui inoltre gli investimenti per le opere pubbliche starebbero calando, risponde a stretto giro di posta il ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, che ricorda come «questo governo ha avviato con successo la semplificazione amministrativa. Ha coinvolto i privati agevolando il project financing. Ora le grandi, medie e piccole opere sono partite e altri cantieri continueranno ad aprirsi. Così come, è il caso della Torino-Lione, abbiamo coinvolto i territori e le popolazioni nel processo decisionale per evitare i blocchi a causa dei dissidenti ideologizzati, nominando i commissari dove necessario». E conclude dunque Matteoli: «Si può fare di più e di meglio e ci proveremo, ma ho la sensazione che la Marcegaglia abbia visto un altro film».