«Infrastrutture e servizi virtuali per moltiplicare risparmi e profitti»

Simone Battiferri è il responsabile della divisione Top Clients di Telecom Italia: è lui che descrive come nasce il progetto relativo al cloud computing. «In realtà nasce da un paio di considerazioni: da un lato vediamo sul mercato che i clienti sono sempre più orientati verso servizi di tipo gestito che comprendono sia una componente informatica che di network che poi, ad oggi, si fondono in un unico elemento; dall'altro il fatto che le aziende spendono i 3/4 del loro budget proprio sulle componenti informatiche. È un mercato potenzialmente molto interessante. Abbiamo deciso di rafforzare il nostro posizionamento sull'Ict con un'offerta che integra connettività, applicazioni informatiche erogate in modalità "pay per use", e assistenza. Un modello di servizio innovativo che consente alle aziende di usufruire di infrastrutture e servizi in modo scalabile e flessibile, senza investire in risorse IT e ottimizzando costi e prestazioni».
Com'è stato possibile?
«Grazie all'evoluzione della nostra piattaforma, che fa leva sulle eccellenze tecnologiche del Gruppo: un asset unico. Mi riferisco ai Data Center nazionali di nuova generazione, al Centro Nazionale di Assistenza, alle Control Room per amministrare l'infrastruttura e al Security Operation Center per la sicurezza della rete. Fino a poco tempo fa le tecnologie informatiche erano abbastanza diverse dalle tecnologie di rete. A questo va aggiunto che i fenomeni della virtualizzazione, negli ultimi 2-3 anni, hanno portato a far somigliare sempre di più le infrastrutture informatiche a delle "appliance", delle scatole tecnologiche sempre più simili agli apparati di network. Oltretutto si genera un ulteriore effetto industriale/volumetrico: se nelle tecnologie tradizionali avevamo un vantaggio competitivo per i grandi volumi d'acquisto, con queste ulteriori evoluzioni il fenomeno cresce in maniera esponenziale: più clienti abbiamo, più è grande la nostra infrastruttura e più siamo in grado di ottimizzare le nostre prestazioni trasferendo sul cliente un beneficio in termini di costo».
Quanto si risparmia?
«Si può risparmiare dal 25 al 50%. Con le tecnologie tradizionali il contenimento dei costi è possibile fino a un certo punto, mentre contecnologie innovative quello che veramente si può fare è ridurre drasticamente i costi sia diretti che indiretti. È chiaro che il livello di risparmio è diverso su una grande azienda che ha già un suo dipartimento informatico, rispetto a un cliente medio che - estremizzando il concetto - potrebbe non avere un dipartimento informatico o addirittura dismetterlo».
Qual è il vantaggio competitivo della Nuvola Italiana di Telecom Italia?
«Noi pensiamo di avere un vantaggio competitivo importante perché come l'informatica e le telecomunicazioni sempre più tendono a fondersi in questo segmento di mercato, sempre più il cliente desidera un servizio integrato. Noi abbiamo il controllo sia della rete sia dei servizi informatici integrati, e questo ci consente di erogare servizi con qualità garantita, cosa che non sarebbe possibile controllando soltanto uno dei due aspetti».
Soffermiamoci maggiormente sull'offerta di Nuvola Italiana.
«Riguardo al cloud computing, la suddivisione tradizionale è su tre segmenti: infrastrutture, piattaforme e software as a service. Noi ci poniamo come main focus sul primo segmento: siamo un operatore di infrastrutture e quindi la nostra strategia è quella di espandere la gestione infrastrutturale anche alle infrastrutture informatiche: questo è il nostro punto di forza e il perno a cui gira attorno il progetto».
E per quanto riguarda gli altri segmenti?
«Stiamo progressivamente arricchendo anche l'offerta che riguarda le piattaforme e il software as a service, per quest'ultimo ci avvaliamo della partnership con i principali player del settore IT».
Ci può spiegare meglio?
«Noi seguiamo un bacino di clienti che è enorme e caratterizzato da notevoli differenziazioni, non possiamo seguire direttamente i software specifici di supporto per il business di ognuno. E quindi, mentre per quanto riguarda infrastrutture e piattaforme siamo in grado di offrire un servizio particolarmente buono e standardizzato, per quanto riguarda il software as a service ci appoggiamo molto al nostro ecosistema di partner per dare al cliente un servizio "chiavi in mano"».
E il mercato come ha reagito?
«Sin dal lancio c'è stato un interesse fortissimo: oggettivamente pensiamo che questa sia una componente che ci caratterizza sul mercato. Siamo infatti i primi a proporre un'offerta di cloud computing che integra tutti questi elementi, cosa che consente ulteriori economie di scala a tutto vantaggio del cliente».