Infrastrutture e solidarietà per l’Esposizione del 2015

Nel testo di Reguzzoni cifre, progetti e segreti di un evento che cambierà la Lombardia

Oltre 20 miliardi di euro di investimenti, più di 29 milioni di visitatori in sei mesi, almeno 44 miliardi di euro di fatturato in più per le imprese. Un budget già affidato al comitato organizzatore di 4,1 miliardi di euro, dei quali 3,2 per le infrastrutture e 900 milioni per la gestione dell’evento. Riassumendo, «Milano Expo 2015. Un’opportunità per tutti», come recita il titolo del volume scritto dall’onorevole Marco Reguzzoni, con le prefazioni di Letizia Moratti e Roberto Formigoni e la postfazione di Luigi Roth. Un volume allegato da giovedì al nostro Giornale (2,90 euro, oltre al prezzo del quotidiano) per «raccontare un’Expo diversa». Cifre, grafici e cartine, ma anche molto di più sull’evento che cambierà la faccia della nostra città. E, sicuramente, anche dell’intera Lombardia. Il segreto? «Un grande progetto - scrive il presidente di Fondazione Fiera Luigi Roth - non può essere considerato solo dal punto di vista dell’economia. Riguarda l’uomo, la sua esistenza e l’ambiente in cui vive». L’impegno? «Arriverà una pioggia di miliardi - ricorda Roth alla presentazione di ieri a Palazzo Bovara - E noi apriremo l’ombrello. Scherzi a parte, l’importante sarà pensare a uno sviluppo che rimanga nel tempo. A una collaborazione con i Paesi che ci hanno votato». A Parigi, quel 31 marzo che rimarrà nella storia. E, infatti, «Quando la vittoria è un inizio», recita il paragrafo iniziale. «Non ha vinto Milano su Smirne - spiega Reguzzoni oggi deputato, allora presidente leghista della Provincia di Varese ed ex presidente di Sviluppo Sistema Fiera -, ma ha vinto un grande progetto. Quella di Milano era una candidatura piena di contenuti. E l’Expo significherà infrastrutture, ma anche cooperazione, solidarietà, il cuore in mano tipico dei milanesi. Ma sarà anche un motore per l’economia». E poi «l’Expo non è un’Olimpiade», afferma andando finalmente controcorrente. «Questa esposizione universale ha un messaggio: progresso, lavoro, attenzione agli altri. Tre parole in cui c’è tutta Milano». La tradizione e una sfida inedita, affermare un «nuovo umanesimo», come già si legge nel logo della manifestazione per il quale è stato scelto l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci. «Tutte le Expo del passato - ricorda il presidente della Camera di commercio, Carlo Sangalli - erano impostate sulle infrastrutture che ne sono diventate il simbolo. Milano, invece, metterà al centro l’uomo e la sua capacità di sviluppo».