Infrastrutture, di nuovo c’è il solito tavolo

Oggi a Roma ennesimo vertice tra la Regione e il ministro Di Pietro. Uggè (Fi): «Senza fondi resta tutto sulla carta»

Autostrade lombarde, ancora uno sforzo della Regione per non costringere gli automobilisti nell’inferno del traffico padano. Nuovo vertice tra la Regione Lombardia e il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Appuntamento per discutere dei progetti di BreBeMi, Tangenziale est milanese e Pedemontana, «incontro romano per non spostare a Milano tonnellate di documenti» annota il ministro.
Location a parte, all’incontro partecipa anche Anas e s’affronta quindi il nodo «della convenzione per la concessione autostradale» mentre sono in forse gli incrementi tariffari fino al 18 per cento richiesti da due terzi delle concessionarie. Oggi, a Roma, uscirà dunque con maggior chiarezza la volontà del Governo di realizzare le grandi arterie: «Fermo restando che fino a quando non si mettono concretamente le risorse sul tavolo, rimane tutto sulla carta. E il fondo per le infrastrutture che raccoglie finanziamenti in maniera indistinta è utilizzato di volta in volta su decisione del ministro Di Pietro» osserva Paolo Uggè di Forza Italia.
E la questione delle «risorse» riporta nel mirino Pedemontana, l’asse autostradale che sulla carta collega Dalmine a Busto Arsizio e che costa 4.300 milioni di euro. «Ci aspettiamo che il presidente della Provincia, Filippo Penati, faccia chiarezza su una situazione torbida» è l’appello di Max Bruschi (Fi). Appello «per non perdere il treno di Pedemontana» che segue la pubblicazione su il Giornale della nota riservata dell’ad della società Giuliano Asperti, dove reclama «ai soci un cambio di passo, che non può compiersi con il freno a mano tirato» altrimenti «questa iniziativa imprenditorale ad alto rischio» muore.
Così, mentre Bruschi sollecita Penati a «sborsare 10 milioni di euro necessari per l’aumento di capitale» sapendo che la decisione «spetta, secondo statuto, nell’aula di Palazzo Isimbardi», il capogruppo di An Giovanni De Nicola annuncia «l’indizione di un referendum» per superare «la doppiezza di Penati». Iniziativa necessaria «perché la sinistra che guida Palazzo Isimbardi è ricattata dall’anima ambientalista e non vuole fare nessuna opera. Anzi, i vertici delle partecipate della Provincia operano per creare artificiosi intoppi alla realizzazione delle infrastrutture». Troppo, davvero troppo per i lombardi che non ne possono più di fare la coda per colpa di dispute ideologiche e guerre di campanile.