Ingegnere italiano rapito in Nigeria

Un ingegnere bergamasco, Giuseppe Canova, di 60 anni, è stato rapito nel Sudest della Nigeria. Chiesto un milione di dollari di riscatto. La Farnesina: "Attivati tutti i canali"

Roma - Un ingegnere italiano è stato rapito nel sudest della Nigeria. Lo ha reso noto la polizia locale e la notizia è stata confermata dalla Farnesina. L’italiano, secondo quanto riferisce il quotidiano nigeriano Vanguard, sarebbe un dipendente dell’azienda Marlum Construction Company. Sempre secondo il quotidiano sarebbe stato chiesto un riscatto di di 150 milioni di naira (un milione di dollari Usa). Stando alle testimonianze raccolte sul posto, l'ingegnere si stava recando al lavoro quando uomini armati hanno bloccato l’autovettura su cui stava viaggiando, requisendola e costringendo l’ostaggio nel portabagagli. L'ultimo rapimento avvenuto nello stato africano ai danni di un connazionale era avvenuto nell'agosto del 2006.

Chi è È il bergamasco Giuseppe Canova l’ingegnere di 60 anni rapito lunedì mattina ad Abakakili, in Nigeria. L’ingegnere bergamasco è stato sequestrato a scopo di estorsione, per il suo rilascio i rapitori avrebbero chiesto un riscatto di un milione di dollari. Giuseppe Canova vive da anni in Nigeria e lunedì mattina stava andando al lavoro a bordo della sua automobile, ma sarebbe stato intercettato da un commando armato e costretto a entrare nel bagagliaio dell’automobile dei suoi rapitori.

Farnesina: attivati tutti i canali L’unità di crisi della Farnesina, su istruzioni del ministro Franco Frattini segue sin dai primi momenti il caso del rapimento. In particolare la Farnesina ha attivato tutti i canali utili per perseguire la positiva soluzione del rapimento e, mantenendosi in continuo contatto con i familiari del cittadino italiano, segue l’ evolversi della vicenda anche in stretto coordinamento con le autorità nigeriane. Il ministro Frattini, analogamente ad altri casi di sequestro di cittadini italiani, rivolge agli organi di informazione un appello a mantenere il necessario riserbo e ad astenersi dal fornire notizie non verificate, per non intralciare le azioni avviate per la soluzione della vicenda.