Ingenico, pagamenti elettronici sicuri

La tecnologia Rfid o contactless (senza contatto), attualmente diffusa e consolidata soprattutto nel settore della sicurezza, dell’identificazione e della logistica, si sta facendo strada anche in diversi altri ambiti, tra cui quello dei pagamenti elettronici. L’Rfid, infatti, non è solo identificazione, ma può essere validamente utilizzata anche per la comunicazione tra dispositivi e per l’accesso a servizi complessi e sicuri.
Questo concetto ha aperto nuove sfide, le cui prime applicazioni si possono già vedere in questi anni: si tratta dell’impiego delle carte in radiofrequenza (contactless) come carte di pagamento. Proprio su queste applicazioni si stanno concentrando gli sforzi e le aspettative degli operatori bancari e dei fornitori di soluzioni tecnologiche, come Ingenico. Le carte contactless sono uno strumento estremamente semplice da usare, robusto e affidabile: uniscono la sofisticatezza tecnologica ad un impiego intuitivo e immediato. Possono diventare uno strumento di pagamento ancora più sicuro di una carta di credito tradizionale (perché dotate di microchip interno) e più semplice da usare (basta avvicinarle al lettore per attivare l’operazione). Queste caratteristiche ne fanno uno strumento ideale per diffondere i pagamenti elettronici anche in quegli ambiti dove il contante è ancora largamente diffuso: pagamenti di piccoli importi o in esercizi commerciali molto frequentati come bar, tabaccai o giornalai. Il mondo bancario, guidato principalmente dai grandi circuiti internazionali Visa e Mastercard, sta dedicando molte risorse per definire gli standard per la moneta elettronica su carta contactless e per promuovere sperimentazioni volte a verificare concretamente la possibilità di ridurre l'uso del contante.
In Italia sono due i progetti attualmente in corso, entrambi sviluppati su terminali Ingenico: Treviglio (Bergamo), dove la Bcc locale ha distribuito 1.000 carte di pagamento contactless con marchio PayPass di Mastercard, utilizzabili in modalità senza contatti in circa 100 esercizi commerciali della città. A un anno dal lancio i risultati sono soddisfacenti: l’80% delle carte emesse effettuano almeno una transazione al giorno (quindi, molto utilizzate) e di importo medio pari a 6,5 euro. Il secondo progetto, Valtellina, dove il Credito Valtellinese ha emesso circa 8.000 carte con marchio payWave V Pay di Visa, utilizzabili nei negozi di Sondrio e di altre città della Valtellina. A oggi i Pos installati per tale sperimentazione sono 170, che hanno registrato pagamenti contactless con importo medio di spesa di 4 euro (quindi tipicamente impiegate per i micropagamenti). Queste sperimentazioni dimostrano l’affidabilità e il grado di accettazione delle carte di pagamento contactless e la loro capacità di scalzare l’uso del contante dalle abitudini delle persone, in particolare per spese di basso importo (inferiori ai 15 euro).
All’estero analoghi progetti «pilota» hanno già dato esiti positivi: la Transport for London, a esempio, società dei trasporti di Londra, ha scelto di collaborare con Visa per inserire le funzioni di pagamento «payWave» nelle tessere di abbonamento quotidianamente utilizzate da milioni di cittadini inglesi. Le nuove carte («OnePulse» fornite da Barclays) possono essere utilizzate per l’accesso ai mezzi pubblici e anche per i pagamenti in migliaia di negozi o grandi magazzini nelle vicinanze delle metropolitane o delle fermate, operando in modalità contactless, senza bisogno di digitare Pin o apporre firme, per ogni acquisto inferiore a 10 Sterline (15 euro). Il progetto è in fase di realizzazione e, dopo le 100.000 carte emesse nel 2007, ha come obiettivo il coinvolgimento di 20mila esercizi commerciali entro la fine del 2008. Anche in Germania, Turchia, Spagna, Francia si stanno realizzando progetti di test in collaborazione con società di trasporti pubblici e grandi retailer.