Inghilterra, banda larga in ogni casa entro tre anni

É l'obbiettivo del governo britannico per il 2012, data dei giochi olimpici a Londra

Banda larga in ogni casa entro il 2012 - l'anno dei giochi olimpici di Londra. È l'obbiettivo del governo britannico, che oggi a presentato 'Digital Britain', il libro bianco sulle tecnologie digitali. Ovvero il primo passo verso una nuova cornice di regole che favorisca lo sviluppo del settore delle comunicazioni e delle nuove tecnologie. Con una novità. In futuro, infatti, gli utenti potrebbero dover pagare una tassa annuale da 20 sterline per combattere la pirateria video-musicale. Il governo, ha spiegato in Parlamento il ministro alla cultura Andy Burnham, sta pensando di istituire una nuova agenzia per i «diritti digitali» e obbligare i provider di servizi internet (Isp) a «mettere in guardia» i clienti quando usano in modo illegale i programmi di condivisione di dati (peer-to-peer). L'obiettivo ultimo - dice il Times - sarebbe quello di usare l'agenzia come intermediario tra i provider e le maggiori case cinematografiche e musicali. Il governo si è anche impegnato a far sì che ad ogni famiglia sia garantita la possibilità di ottenere una connessione di almeno 2Mbps. Un piano ambizioso che stimolerà la spesa e garantirà la creazione di 100mila posti di lavoro in quelle che vengono definite le «industrie nascenti». La rivoluzione digitale, infatti, sarà fondamentale - secondo Burnham - per assicurare alla Gran Bretagna il raggiungimento di un'economia «competitiva» e a «bassa produzione di anidride carbonica». Il rapporto preliminare conta 22 «raccomandazioni» e analizza sia le infrastrutture digitali della Gran Bretagna che i produttori di contenuti - TV, internet, ecc. Il rapporto definitivo è invece previsto per l'estate 2009 - e dirà se anche lo Stato si accollerà una parte dei costi di ammodernamento delle reti. Allo studio, in questo senso, ci sarebbe anche un'ipotesi 'ibridà: secondo il Daily Telegraph, infatti, il governo potrebbe decidere affidare il compito alla Bbc. A sostegno di tale ipotesi potrebbe giungere un passaggio della presentazione del ministro. Che ha detto: «Il rapporto assegna priorità fondamentali ai programmi per bambini e ai notiziari locali, regionali e nazionali».