Inglesi ai piedi di Mancini E l’Inter rimpiange Balo

Londra. Prima la Fa Cup, poi la qualificazione in Champions League, ora il primato in Premier League consolidato dal trionfo all’Old Trafford, un «capolavoro tattico» secondo la stampa britannica, e per di più di fronte al maestro Alex Ferguson (che ha ammesso: «la peggior sconfitta della mia carriera»): in meno di sei mesi Roberto Mancini ha cominciato a riscrivere la storia del Manchester City, non solo restituendo a Balotelli il ruolo di campione ma zittendo anche i suoi critici più irriducibili che gli davano del raccomandato, presuntuoso, immaturo, difensivista, pavido nelle gare in trasferta, incapace di gestire lo spogliatoio. Ma i complimenti dello stesso Ferguson sono stati una vera investitura, confermata dai giudizi della critica inglese.
Mario Balotelli, il grande protagonista del derby, ha invece alimentato i rimpianti di chi l’ha visto partire: ««Non c’è uno più attaccato a Mario di me - ha ammesso il dg dell’Inter Ernesto Paolillo -. L’ho visto crescere giorno per giorno. Sono convinto che maturerà anche nel carattere». E intanto si prepara al peggio: « Se dovesse andare al Milan? Sono cose che capitano...».