Gli inglesi approvano e salgono sui «bus»

Il nuovo balzello è stato accolto grazie a una rete di trasporti pubblici molto efficiente

da Londra
Qualche irriducibile nemico ancora è rimasto, ma a distanza di oltre quattro anni è sempre più difficile imbattersi in un londinese contrario tout-court alla congestion charge. La levata di scudi (soprattutto da parte dei commercianti) che aveva accompagnato la sua entrata in vigore si è stemperata nel riconoscimento dei benefici apportati. Perché, al di là dei singoli disagi che ciascuno può aver vissuto, il drastico decongestionamento del traffico è evidente. E dal momento che gli inglesi sono innanzitutto un popolo pragmatico che bada ai risultati, il saldo non può che essere in attivo. Non spaventa più la minaccia dell’estensione della CC fino ai quartieri più periferici, né il suo probabile aumento. Londra ha ormai metabolizzato la nuova tassa grazie soprattutto ad una rete di trasporti pubblici capillare, efficiente, diversificata. Di giorno come di notte è semplice e relativamente rapido, spostarsi per la capitale britannica. La metropolitana corre lungo una dozzina di linee, con diramazioni ovunque e un’efficienza (salvo fisiologici disservizi, che puntualmente i media enfatizzano strumentalmente) più che accettabile. Chi vuole risparmiare (una corsa in tube costa dai 6 euro in su) può ripiegare sui bus. Decine e decine, che viaggiano 24 ore al giorno (spesso beneficiando di corsie preferenziali), in grado di raggiungere ogni angolo della città. Infine i taxi che - pur non essendo un servizio strettamente pubblico (consorzio pubblico-privato) - applicano tariffe abbordabili. Di conseguenza solo un’esigua minoranza di pendolari è costretta a ricorrere alla propria auto per raggiungere il posto di lavoro. Sia nel distretto finanziario (City e Canary Wharf) sia nelle zone dello shopping e del divertimento (Oxford Circus e Piccadilly). Resta però da capire, al di là delle migliori intenzioni delle altre metropoli, se il modello londinese sia esportabile altrove. Perché al di là dei suoi eccellenti trasporti, Londra può contare anche sull'abitudine dei suoi cittadini ai mezzi pubblici. Soprattutto dal lunedì al venerdì, quasi sempre per andare in ufficio. A Milano, oltre alla necessità di rafforzare i servizi, l’introduzione del pedaggio deve necessariamente passare anche attraverso una campagna per ristabilire un rapporto di credibilità e fiducia tra servizio pubblico e utenti. Perché chi rinuncia alla propria auto in favore di un mezzo pubblico non solo abbia la certezza della puntualità e del decoro, ma soprattutto non si senta in balia di una scommessa. Come troppo spesso - in passato come oggi - è capitato in Italia.