Per gli inglesi le lasagne sono nate a Londra

Lorenzo Amuso

da Londra

Scherzi della globalizzazione. E dell’ignoranza britannica in materia di alimentazione. In un Paese dove impazza il junk-food (il «cibo spazzatura»), dove le mense scolastiche sono un attentato al colesterolo dei più giovani, e dove cucinare significa semplicemente riscaldare nel microonde surgelati e pietanze precotte, stupisce relativamente l’improbabile convinzione della maggioranza dei sudditi di Sua Maestà che la lasagna sia un piatto della tradizione inglese.
Tutta colpa del «multigastronomismo» britannico, che consente di assaporare, a Londra come in tutte le principali città, piatti e sapori di ogni cucina mondiale. Così, la cucina britannica sembra volersi appropriare di ricette altrui per sopravvivere. Secondo una ricerca condotta da una società di catering, Avenance, il 55 per cento degli interpellati è infatti convinto che la combinazione di pasta, pomodoro, ragù e bechamel - insomma le lasagne al forno - sia un piatto della tradizione inglese. Ma non solo, anche la pizza - secondo il 45 per cento dei britannici - sarebbe nata sull’isola del «fish and chips». Ma anche il riso fritto cinese (30 per cento) e il Kebab mediorientale (40 per cento) rischiano di smarrire la loro connotazione nazionale. L’analfabetismo culinario - spiega Raffaella Piovesan, autrice del sondaggio -, è particolarmente diffuso tra le giovani generazioni, e nasce dal fatto che nelle case del Regno Unito si cucina sempre meno, preferendo acquistare pietanze già pronte al supermercato. «Cibi come le lasagne e il kebab sono spesso considerati britannici per la loro popolarità. Molti di giovani sono cresciuti mangiando piatti internazionali e non hanno mai pensato che non fossero britannici».
Ma il rapporto evidenzia anche l’inarrestabile appannamento della cucina britannica. Oltre il 40 per cento degli intervistati ignora che i tradizionali Cornish pasty (giganteschi ravioli ripieni di verdure) provengano dalla Cornovaglia. Mentre è ormai largamente diffusa la convinzione che la gastronomia britannica sia indigesta e meno salutare di altre. Un beffardo paradosso nell’anno in cui i ristoranti di cucina inglesi hanno sommato il maggior numero di stelle Michelin di sempre.