Inglesi a lezione di "BigMac" Così il fast food diventa scuola

I corsi di formazione di McDonald’s equiparati agli istituti professionali

Londra - Rapido e dinamico, pratico, con un pizzico di cultura. Eccolo qui, il «diploma take away», servito al volo sul vassoietto plastificato di McDonald’s. La grande catena americana di fast-food è infatti una delle tre società appena autorizzate dal governo britannico ad offrire dei veri e propri corsi di formazione, tali da garantire i crediti per l’accesso all’università. Una rivoluzione nel campo dell’offerta formativa del Regno Unito che però mette in pratica quello che già avviene in altri Paesi e si trova perfettamente in linea con le iniziative del precedente governo di Tony Blair.

Il predecessore di Brown ha infatti sempre guardato con favore ad un coinvolgimento maggiore del settore privato e dell’industria nelle varie aree un tempo riservate alla gestione pubblica come l’istruzione. Con questo progetto dunque, il governo mira a «superare la vecchia separazione tra formazione d’impresa e qualifiche nazionalmente riconosciute»: tanto che all’epoca il piano era stato applaudito con entusiamo dalla Confindustria nazionale, che lo vede come una svolta storica.

Da qui all’autorizzazione formale delle prime tre società che si sono rivelate «idonee» ai requisiti richiesti, il passo è quindi stato breve. Le altre due aziende sono la compagnia aerea Flybe e quella di gestione ferroviaria NetworkRail. Ieri la notizia che anticipava il via libera governativo è apparsa con grande clamore su quasi tutte le prime pagine dei giornali nazionali: a guadagnarci soprattutto McDonald’s, il cui nome campeggiava nei titoli di tutti gli articoli dedicati all’argomento. Argomento che non ha mancato di sollevare immediate ed ampie polemiche. «Ma come – hanno subito detto i più critici – adesso la formazione professionale la possono fare perfino i ristoranti?» E la Bbc ieri faceva notare che gli istituti superiori britannici già storcono il naso alla sola idea che una catena di fast-food o una compagnia aerea sia in grado rilasciare un diploma che garantisce un punteggio regolarmente certificato dalla «Qca», l’autorità governativa per le qualifiche e i curriculum.

Già quattro delle 10 più importanti università del Paese hanno infatti annunciato che non terranno conto del credito formativo accumulato con questo nuovo tipo di corsi. La cosa non sembra aver particolarmente turbato il premier Gordon Brown. «Il fatto che gli studenti combinino pratica e teoria non significa che gli standard debbano per forza abbassarsi – ha dichiarato ieri il primo ministro –. Sarà un corso impegnativo, ma una volta che hai ottenuto una qualifica professionale nella gestione manageriale, probabilmente puoi andare dovunque».

Chi non la pensa come lui ritiene invece che la nuova via formativa indicata da Brown come il ponte che unisce il mondo della scuola e quello del lavoro, si rivelerà in futuro troppo poco rigorosa dal punto di vista accademico. Le critiche non sfiorano neppure le tre aziende appena «promosse» al ruolo di istituti professionali. E alcuni professionisti, come il giornalista John Hand, hanno scritto ieri alla Bbc on line: «Tutto quello che mi serviva, l’ho imparato proprio quando servivo al Mac». «Che cosa significa? Che quelli che otterranno il diploma da Mac avranno un hamburger gratis?» ha ribattuto secco un altro lettore del sito.