Gli inglesi modello randellano i cinesi

Maxi rissa nell’amichevole col Queens Park Rangers: un giocatore all’ospedale. E il presidente, un napoletano, venne ricattato dagli ultrà

Nel paradiso inglese del calcio perfetto c’è un’isola di caos, un’oasi alla rovescia: il Parco della Regina. Non le aiuole di Buckingham dove Elisabetta cura le begonie, ma lo stadio di Loftus Road, casa dei Queens Park Rangers. I «guardiani del parco della regina», appunto. Guardiani atipici, che in realtà di ordine sembrano mantenerne pochino.
Nei giorni in cui tutti additano l’Inghilterra come esempio della lotta al football brutale, viene dal West End londinese una storia in controtendenza. Nel campo di allenamento del QPR, che milita in Championship (la seconda divisione), è andata in scena una rissa degna dei film di Bud Spencer e Terence Hill. Durante l’amichevole tra il club del quartiere di Hammersmith (dove gioca anche l’ex interista Mauro Milanese) e la nazionale cinese under 23, un classico intervento «all’inglese» sull’attaccante Gao Lin ha innescato una scazzottata che ha coinvolto 50 persone e ha costretto l’arbitro a sospendere il match. Ko il difensore asiatico Zheng Tao, che per un pugno ha perso conoscenza ed è stato ricoverato con una mandibola rotta e un dente in meno.
Calci, uppercut, colpi di kung fu che avrebbero fatto invidia a Bruce Lee. Al termine della rissa, la federazione cinese (a Londra ospite del Chelsea) ha ricacciato in patria Gao e altri sette giocatori, accusati di aver leso l’immagine della nazionale che rappresenterà la Cina a Pechino 2008. Da parte sua, il QPR ha promesso un’inchiesta interna per stabilire eventuali responsabilità.
Loftus Road non è nuovo ad episodi inquietanti, che pensavamo essere esclusiva italiana. Nell’agosto 2005, il presidente del club, il napoletano Gianni Paladini, era stato attirato con una scusa nei corridoi dello stadio da un gruppo di tifosi. Gli hooligans, in forte polemica con la gestione della società (la squadra anche quest’anno rischia la retrocessione), avevano minacciato con una pistola Paladini, intimandogli di vendere al socio di minoranza David Morris e riempiendolo di botte tanto per gradire. Una storia cupa e simile a quella vissuta in Italia da presidenti come Cellino e Lotito, anche se nel giugno 2006 David Morris è stato prosciolto dalle accuse di ricatto.
Nessuno assolverà invece i Rangers dall’aver scatenato una battaglia con i cinesi, nemmeno fosse in gioco la sorte di Hong Kong. D’accordo, c’era da difendere il Parco della Regina: ma valeva la pena di spaccare la faccia a un ragazzino?