Inglesi morosi avvertiti via sms: «Paga la multa o ti arrestiamo»

Mai versati 450 milioni di euro di contravvenzioni: così i tribunali di Sua Maestà corrono ai ripari

Lorenzo Amuso

da Londra

«Paga subito o verrai arrestato». Sintetico e minaccioso come un sms. In un prossimo futuro i tribunali inglesi e gallesi potranno utilizzare questo tipo di avvertimento, inviato via cellulare, per sollecitare i morosi a pagare le multe inevase. Il nuovo sistema verrà introdotto su scala nazionale dopo essere stato sperimentato con successo nella contea britannica dello Staffordshire. Spedito a 150 «smemorati», il minaccioso invito ha avuto l'effetto desiderato: in pochi giorni oltre il 75% del campione ha provveduto a saldare il proprio debito con la giustizia. Non solo sms, ma anche email e chiamate sul telefonino. «Tutti hanno un cellulare, oggigiorno, quindi è logico che i tribunali utilizzino questo mezzo per contattare gli autori di reati - ha spiegato il ministro per gli Affari costituzionali Harriet Harman -. Non costa molto, è veloce, efficace e, fatto più importante, i colpevoli reagiscono subito».
Merito dell'effetto sorpresa, sostengono i promotori dell'iniziativa, meglio dello shock che provoca il leggere sul proprio telefonino la minaccia di sanzioni più gravi. Dopo i primi test condotti a livello locale, un nuovo progetto pilota verrà inaugurato in tutta l'area nord-est del Paese il prossimo aprile. In caso di ulteriori conferme positive, lo schema potrebbe infine essere adottato in Gran Bretagna a partire dal 2007, nell'ambito di un nuovo programma per l'applicazione delle pene. Secondo un'indagine svolta dalla Bbc nel 2003 solo poco più del 50% delle multe comminate dai tribunali di Inghilterra e Galles sono state pagate.
Lo scorso novembre, indicano gli ultimissimi dati, oltre 450 milioni di euro di sanzioni sono rimaste inevase. Gli «sms minatori», oltre ad essere indirizzati ai morosi, serviranno a ricordare ai condannati ai servizi sociali la propria pena, così come agli inquisiti la data di convocazione in tribunale. In caso di ulteriore dimenticanza, scatteranno le manette, come previsto da un nuovo disegno di legge, di nuova approvazione, che consente alle forze dell'ordine amplissimi poteri in materia di carcerazione. Secondo la legislazione attualmente in vigore, la polizia può procedere al fermo di una persona solo se sospettata di aver commesso un reato che comporta almeno cinque anni di detenzione. Dal prossimo gennaio, viceversa, l'arresto dipenderà unicamente dalla discrezionalità degli agenti, qualora lo ritenessero «necessario». Una modifica sostanziale che - in linea ipotetica - potrebbe comportare arresti per ogni tipo di reato, anche i più banali e inoffensivi.
Accolta dalle rumorose critiche delle associazioni per i diritti civili, la nuova norma, scrive provocatoriamente il Daily Telegraph, consente alle forze dell'ordine il fermo anche di chi trascura di indossare le cinture di sicurezza in macchina. Tra i nuovi poteri di cui potrà disporre la polizia, anche la possibilità di scattare foto identificative di qualsiasi sospettato, immediatamente dopo il fermo, già in mezzo alla strada. Una tempestività di azione che ignora del tutto la presunzione di innocenza ma, spiega il ministero degli Interni, garantisce un risparmio di tempo alle forze dell'ordine oltre a ridurre «enormemente la possibilità che i colpevoli neghino l'infrazione che viene loro contestata». Cresce però il timore, sottolinea il quotidiano britannico, che così facendo la polizia possa comporre un gigantesco database di fotografie di cittadini innocenti, una schedatura preventiva che lede macroscopicamente il diritto alla privacy. Di fronte all'accusa di un possibile abuso dell'istituto della carcerazione da parte della polizia, e quindi di una limitazione delle libertà personali, il governo risponde che la maggior parte dei reati continuerà ad essere sanzionato con multe pecuniarie. Rassicurazioni che non convincono Liberty, un'associazione per i diritti civili, che ricorda come solo tre anni fa il ministero degli Interni aveva compilato «una lista definitiva» dei reati punibili con l'arresto. Un elenco probabilmente da aggiornare, ammettono anche le altre forze politiche, ma indispensabile per limitare le licenze della polizia.