Gli inglesi sicuri: «Mondiale nostro»

Devono soltanto decidere contro chi giocare la finale. Dovrebbe trattarsi di un dettaglio perché a Londra e nel resto dell’isola inglese sono sicuri, anzi rilanciano una frase storica: «Elementare, Capello!». Non è nemmeno il caso di essere detective alla Sherlock Holmes per capire che gli inglesi sono sicuri di vincere questa coppa del mondo, quarantaquattro anni dopo la gloria di Wembley. C’è molta eccitazione dalle parti di Buckingham Palace, nel senso buono. Stati Uniti, Slovenia e Algeria sono robetta da birra e hot dog, quasi quasi migliore del trio che si opporrà agli azzurri campioni del mondo.
Direi che il titolo migliore, sui quotidiani di ieri, lo ha confezionato The Sun: «Era dal tempo dei Beatles che l’Inghilterra non aveva un gruppo così bello». Quando si mettono sono bravi, si divertono a scherzare l’avversario, rispolverano l’argenteria: «Si va verso la gloria» scrive l’Express, non viene scomodato ancora Winston Churchill ma vedrete che prima o poi «sangue, sudore, lacrime e gol» sarà la bandiera dell’anno prossimo. Il Mirror ha titolato: «Il sogno è in corsa», ci siamo, la fase onirica scalda i cuori dei vecchi leoni, il Mail addirittura mette per iscritto il percorso che trasformerà il sogno in realtà: «Dopo il gruppetto d’avvio, ecco la Germania negli ottavi, quindi la Francia nei quarti, per affrontare in semifinale il fortissimo Brasile e, in finale, la squadra più forte del mondo, la Spagna». Il Times suggerisce ai bianchi leoni di non cedere alla «compiacenza» che, detto dagli inglesi e, soprattutto del Times, sembra un joke, una barzelletta. Fabio Capello ha capito che il Paese si aspetta da lui l’impresa, lo pagano per questo, i segni del destino ribadiscono il concetto, l’Inghilterra, depositaria della scienza calcistica, ha voglia di affermarsi come le è accaduto soltanto in casa propria. Nei pronostici non si fa cenno alcuno all’Italia che, informate i sudditi di Elisabetta, è campione in carica. Si vede che a Londra sanno già tutto, come Sherlock Holmes.