Ingredienti yiddish per l’Aperitivo Capossela nella Polonia di Peretz

Il quarto appuntamento di Aperitivo in concerto, domani alle 11 al Teatro Manzoni, è un'opera di teatro-musica di grande interesse in prima europea. Si tratta di A Night in the old marketplace, Una notte al vecchio mercato. È un racconto in forma di dramma di Isaac Peretz, scrittore ebreo polacco di espressione yiddish (1852-1915). Lo pubblicò nel 1907, immaginando un viaggio simbolico nella terra dei morti per riappropriarsi del proprio passato e delle proprie radici, tematica a lui cara. Il trombettista e compositore americano Frank London ne ha tratto un musical già presentato con successo a Broadway. Sono con lui sul palcoscenico Vinicio Capossela come ospite speciale e voce narrante, le voci di Manu Narayan, Charlotte Cohn, Lorin Sklamberg, Steven Hrycela, Melinda Blake e inoltre Carmen Staaf fisarmonica, Brandon Seabrook chitarra, banjo e mandolino, Ron Caswell contrabbasso e tuba, Aaron Alexander contrabbasso e batteria. La musica è un mixaggio di tradizionali melodie ebraiche e di klezmer riletto in senso attuale, mentre lo spettacolo rievoca la vita delle popolazioni ebree nell'Est dell'Europa. La vicenda si impernia su tre figure stralunate di uomini che si ritrovano nel vecchio mercato di un paese dopo il tramonto, quando i mercanti hanno già chiuso le loro bancarelle e i ragazzi lasciano la scuola e tornano a casa. I tre sono il Badkhn, il maestro di cerimonia che vent'anni prima aveva schernito la sposa Sheyndele, unitasi in matrimonio con un ricco mercante dell'età di suo nonno. Per gli scherni Sheyndele si era gettata in un pozzo, morendo e provocando la pazzia del Badkhn, che ora vuole richiamarla in vita con l'aiuto di Nosn, l'innamorato di Sheyndele. L'ex giovane Nosn è ridotto a essere «un uomo fatto e finito - spiega la voce narrante - che sta nella taverna a sognare Sheyndele e a sbevazzare quel poco di vita che gli è rimasto». Il terzo uomo è l'eremita dalla lunga barba, che poi si scopre essere il ricco mercante sposo: è fuggito sulle montagne dopo la morte di Sheyndele, diventando un mistico che non è riuscito ad alleviare il peso della sua colpa. La fertile fantasia di Peretz - uno dei più grandi protagonisti della letteratura yiddish, sebbene sia oggi poco conosciuto in qualsiasi lingua - trasforma questo racconto, giustamente definito «fiaba macabra», in un capolavoro del genere. Le notizie entusiastiche giunte dagli Stati uniti autorizzano per questa prima europea le migliori previsioni.