Inizia il processo a Mubarak, lui è in barella L'ex raìs dietro le sbarre: "Sono innocente"

L'ex presidente egiziano è comparso in aula insieme ai figli Alaa e Gamal, all'ex ministro dell'Interno e ad altri collaboratori. Devono rispondere dell'accusa di aver ordinato l'uccisione dei manifestanti nei giorni della rivoluzione di gennaio. Il tesoro dell'ex raìs resta in Svizzera. Lui è stato trasferito in una clinica vicina a Suez. GUARDA LE FOTO

Il Cairo - Fa effetto vedere l'anziano ex presidente egiziano, Hosni Mubarak (83 anni), sdraiato sulla barella dietro le sbarre, nell'aula del tribunale dove è iniziato il processo nei suoi confronti. Non sappiamo se stia fingendo per ingigantire la sua sofferenza e conquistare, così, in quanto malato, la benevolenza della corte. Dalle immagini che ci arrivano dal Cairo vediamo il volto di un uomo sconfitto e visibilmernte sofferente. I manifestanti che assiepavano la zona dell'accademia di polizia, dove si celebra il processo, hanno accolto le prime immagini, trasmesse su un maxischermo, con un misto di sensazioni, tra silenzio e scene di gioia. Molti hanno tirato scarpe (massimo gesto di disprezzo nel mondo islamico) contro lo schermo, altri hanno invocato "Allah u akhar" (Dio è grande). Uno dei manifestanti ha gridato: "Ora il faraone è in gabbia". "Sono felice di vederlo in gabbia - ha detto Saeeda Hassan Abdel-Raouf, madre di un 22enne morto in piazza -. Sento come se l'anima di mio figlio iniziasse a essere in pace e il suo sangue si raffreddasse".

Mubarak respinge ogni accusa Nei primi minuti dell’udienza l’ex presidente Mubarak ha alzato più volte la testa dal lettino nel quale è coricato per seguire le fasi del processo. Poi, ovviamente, ha respinto ogni addebito. Diverse sono le accuse nei suoi confronti: la più grave è di aver ordinato alla polizia di sparare sui manifestanti durante la rivoluzione egiziana. L'ex raìs è accusato anche di corruzione per una serie di progetti immobiliari a Sharm el-Sheikh e per la vendita del gas a Israele.

Gli altri imputati Alla sbarra ci sono anche i figli Alaa e Gamal, l’ex ministro dell’Interno Habib el-Adly e i loro più stretti collaboratori. Milioni di egiziani seguono il processo in diretta sulla tv di Stato. Il presidente della Corte, Ahmed Rifaat, ha aperto la seduta ricordando la necessità che i lavori si volgano nel massimo della tranquillità: "Vogliamo lavorare in completa calma e fare un processo giusto, nell’interesse del popolo", ha assicurato Rifaat, che presiede la corte composta da tre magistrati.

L'aula I parenti degli imputati sono seduti vicino alla gabbia e una barriera li separa del resto del pubblico, circa 300 persone, tra cui i parenti di alcuni dei manifestanti uccisi nella rivolta. Questi sono abbastanza lontani da Mubarak, per far sì che non possano lanciare niente contro di lui.

La stampa egiziana La notizia dell’avvio del processo a carico di Mubarak campeggia sulle prime pagine della stampa del Cairo. Per il quotidiano al-Ahram, il più antico giornale arabo, quello di oggi è un giorno memorabile perché "per la prima volta nella sua storia viene processato un presidente egiziano". Il giornale riporta anche le dichiarazioni di Muhammad Fathallah, direttore dell’ospedale di Sharm el-Sheikh, secondo il quale "le condizioni psichiche del deposto presidente stanno rapidamente peggiorando", mentre secondo altre fonti "soffre di attacchi di pianto continui". Secondo il giornale al-Jumhuriya, "si realizza oggi lo stato di diritto in Egitto perché per la prima volta viene processato un presidente".

L'ex raìs ricoverato in ospedale Mubarak sarà ricoverato al centro medico internazionale, nei pressi di Ismailiya, vicino a Suez. Lo ha stabilito il presidente della corte Rifaat che, nel chiudere l’udienza di oggi, ha annunciato che a Mubarak sarà assegnato anche un medico oncologo, su richiesta del suo avvocato difensore.

Il suo tesoro resta in Svizzera I fondi bloccati quasi sei mesi fa appartenenti all’ex presidente egiziano e a persone a lui vicine non possono ancora essere restituiti all’Egitto: Berna continua ad attendere complementi di informazione da parte delle autorità del Cairo. Lo ha il portavoce dell’Ufficio federale di giustizia Folco Galli. L’Egitto deve infatti ancora dimostrare che i 410 milioni di franchi del clan Mubarak congelati nella Confederazione siano di provenienza illecita. In maggio una delegazione di esperti elvetici si era recata al Cairo per aiutare le autorità locali a presentare nei dovuti modi la richiesta di assistenza giudiziaria.

Scontri prima dell'udienza: 53 feriti Il bilancio degli scontri tra opposte fazioni (pro e contro Mubarak) avvenuti al Cairo durante la prima udienza del processo all'ex presidente parla di 53 feriti.I due gruppi si sono fronteggiati tirandosi pietre e bottiglie, mentre la polizia in tenuta anti-sommossa cercava di dividere le parti.