Inizia la prova sul campo

Mercoledì prossimo si apre il periodo concesso per allenare e addestrare i nostri ausiliari in vista dell'ormai prossima apertura della stagione venatoria. Per molti cacciatori che frequentano abitualmente le numerose zone di addestramento, e quindi hanno già i cani in mano come si suol dire in gergo, questa scadenza ha principalmente l'obiettivo di individuare sul territorio la presenza e la distribuzione della selvaggina, per poter poi indirizzare le proprie scelte in vista del primo giorno di caccia. Coloro che, invece, li hanno lasciati poltrire, dovranno porre attenzione a non forzarli durante le prime uscite per non correre il rischio di compromettere l'equilibrio fisico del proprio compagno di avventura.
Ci permettiamo però di fare a tutti alcune raccomandazioni di carattere comportamentale che vogliono essere dei semplici consigli, finalizzati a far sì che la figura del cacciatore cinofilo acquisisca sempre maggiore stima anche al di fuori del nostro mondo. In questo periodo, soprattutto nelle zone agricole, esistono colture in atto di vario genere che costituiscono il reddito degli agricoltori di professione o che comunque sono il frutto di numerose persone che curano questo interesse per vari motivi.
Cerchiamo di avere rispetto e di indirizzare la nostra cerca verso quegli spazi dove probabilmente la selvaggina è più scarsa ma nei quali i cani non arrecano alcun danno. Ricordiamo che la licenza di caccia ci autorizza ad accedere nelle proprietà private di altri, ma nell'assoluto rispetto dei diritti dei proprietari e dei conduttori dei fondi. Inoltre, particolare non secondario, l'addestramento dei cani ove vi siano colture in atto è vietato dalla legislazione vigente.
L'obiettivo principale, come abbiamo detto, è quello di verificare il successo dei ripopolamenti effettuati e dove la selvaggina si sia stabilita. Questo non significa che una volta reperita la covata di fagiani o aver scovato una lepre, si debba continuare a perseguirla sino ad allontanarla dai luoghi abituali. È buona norma non insistere dopo il primo involo, soprattutto se si tratta di animali ancora immaturi.
Il rischio è un abbocco che oltre a danneggiare il patrimonio faunistico non è assolutamente un beneficio per il nostro cane. Esso prenderà la cattiva abitudine di forzare la ferma, con il risultato che ci sarà più difficile arrivare a mettere a segno qualche bel colpo al momento opportuno.
Il primo giorno di addestramento è un appuntamento al quale pochi rinunciano.
Le zone considerate più promettenti saranno perciò meta di molti appassionati. Il rispetto reciproco è quindi d'obbligo. Evitiamo pertanto le concentrazioni, liberiamo uno o al massimo due cani alla volta, avremo un maggior controllo sugli stessi e saremo molto più sereni.
In bocca al lupo.