Iniziano i giochi tra show e lutto

Via alle Olimpiadi listate a lutto. I Giochi di Vancouver 2010 si sono aperti ufficialmente con la cerimonia inaugurale, segnata dal dolore per la morte di Nodar Kumaritashvili<br />

Vancouver - Via alle Olimpiadi listate a lutto. I Giochi di Vancouver 2010 si sono aperti ufficialmente con la cerimonia inaugurale, segnata dal dolore per la morte di Nodar Kumaritashvili. Il 21enne slittinista georgiano ha perso la vita in un terribile incidente nelle prove andate in scena poche ore prima dello show del BC Place Stadium. La «profonda tristezza» avvertita dal presidente del Cio, Jacques Rogge, ha velato anche le parole con cui Michaelle Jean, governatore generale del Canada, alle 20.31 locali ha dato ufficialmente inizio alla manifestazione: "Dichiaro aperti i Giochi di Vancouver, XXI edizione delle Olimpiadi invernali".

L'accensione del tripode È toccato a Wayne Gretzky, leggenda dell’hockey canadese, accendere il tripode nell’impianto indoor gremito da 60.000 spettatori e completare il percorso di 45.000 della torcia olimpica. "Bienvenu, Welcome to Vancouver", ha detto John Furlong, presidente del Comitato organizzatore, rivolgendosi agli oltre 2500 atleti provenienti da 82 paesi, compresa l’Italia condotta dal portabandiera Giorgio Di Centa. Il pubblico ha salutato con un’ovazione la delegazione del Canada, che ha chiuso la sfilata, e ha riservato un’accoglienza commossa ai 10 atleti georgiani, che si sono presentati con una sciarpa nera e con una fascia al braccio. La squadra, come annunciato poco prima dal ministro dello Sport Nikolos Rurua, resterà a Vancouver per "onorare lo spirito olimpico". Il portabandiera Iason Abramshivili ha guidato una delegazione sotto una bandiera listata a lutto. Tutti in piedi e applausi scroscianti per Kumaritashvili.

Luci e colori Il dolore non ha tolto spazio allo stupore quando il BC Place è stato avvolto dalle luci e dai colori dello show, che si è sostanzialmente svolto secondo il programma stilato prima del tragico episodio. Il Canada, che organizza i Giochi invernali per la terza volta dopo Montreal ’76 e Calgary ’88, ha mostrato al mondo tutte le sue anime: spazio alle radici aborigene e alla linfa europea, al rosso della foglia d’acero e delle tradizionali giubbe, al bianco della neve. L’ingresso della bandiera olimpica, portata tra gli altri dal pilota Jacques Villeneuve e dall’attore Donald Sutherland, ha fatto da prologo ideale al momento clou. Rick Hansen, un atleta paralimpico che 25 anni fa percorse 40.000 km per far conoscere la propria casa, ha consegnato la torcia alla pattinatrice Catriona LeMay Doan. Il sacro fuoco è passato nelle mani di Steve Nash, asso del basket NBA con la maglia dei Phoenix Suns. È toccato a Nancy Greene, nome storico dello sci canadese, passare la fiaccola a Gretzky, ultimo tedoforo.