È iniziata anche nel calcio la nuova era progressista

Caro Massimiliano, trascorso un mese e qualche giorno dall'inizio della Nuova Era Progressista Democratica (Nepd), digrada ancora il limite al senso del ridicolo e si congiunge l'Es dell'italiano medio con le vere icone unioniste. Allertate dall'emergenza calcio si sono mobilitate leggende viventi del sentire democratico; il prof. Guido Rossi, punto di riferimento di migliaia di studenti di giurisprudenza per la sua mitica consulenza telefonica retribuita con 6 milioni di dollari e per il cumulo di euro riconosciuti dagli istituti bancari di mezza Europa nella torrida estate del 2005, ha accettato l'incarico di commissario Figc senza retribuzione; lo si è visto nelle immagini televisive sorridente ed amabile addirittua stringere la mano ad una signora in jeans. Anche il procuratore emerito Francesco Saverio Borrelli, melomane raffinato spesso effigiato in posa equestre, risponde presente alla seconda chiamata del destino.
Dallo scomodarsi di tali personalità rileva il carattere grave, ma non serio della situazione e lo smottamento del senso del ridicolo; possibile che in questa nostra nazione ogni scandalo o scandaletto richieda il sigillo del nome ad effetto, catalizzatore di rancori ed entusiasmi, possibile che non si si riesca ad applicare alle emergenze, a tutte le città del malaffare, ad esempio quell'encomiabile magistrato monzese che ha dimezzato i tempi delle esecuzioni immobiliari e smaltito nel silenzio pratiche tribunalizie arretrate di anni? Si non licet consoliamoci allora con una constatazione conciliante: dopo l'indizio dei girotondi, finalmente disvelato il vissuto profondo degli eroi unionisti; sono come noi, quando il calcio chiama, ritornano il fanciullino che sul campetto dell'oratorio, incurante delle raccomandazioni della mamma, tirava calci ad una palla fino al buio della sera.