È iniziata, a Tolcinasco, la 64ª edizione del Telecom Italia Open

La griglia di partenza dell'Open è di gran livello con i miti Leaman, Jones, Waldorf e Lyle. Purtroppo il fuoriclasse Woosnam non ce la fa per un problema di salute. Il campo di
gara si presenta più impegnativo del solito. Il presidente del comitato organizzatore Donato Di Ponziano: <strong><a href="/a.pic1?ID=175020">&quot;Il pubblico avrà una bella sorpresa&quot;</a></strong>

Nei 5 ultimi anni del Telecom Italia Open, quelli che hanno visto nascere e crescere il gemellaggio tra la federazione italiana golf e l’European Tour, l’esperimento di partnership (unico nel suo genere) ha fatto passi da gigante e non è una sviolinata affermare che questa edizione del nostro massimo torneo a livello internazionale è la migliore in assoluto. L’abbinata Fig-European Tour arrivò in un momento di massima incertezza per lo svolgimento o meno dell’Open d’Italia e solo il desiderio e la volontà delle due componenti riuscì a salvarne le sorti. Fu come ricominciare tutto da capo, dare una svolta netta alla macchina organizzativa e anche assumersi dei bei rischi anche dal punto di vista finanziario. Ora il sole è tornato a splendere sul torneo e ogni componente s’è andata perfettamente integrando.

Quest’anno il campo di gara si presenterà più impegnativo non solo per le modifiche a un paio di buche rese più lunghe ma anche per i contorni dei fairways che richiedono ora maggior precisione nei colpi di partenza e che aumentano le difficoltà per chi abbandona la retta via. Arnold Palmer, «the King» che ha progettato il percorso di Tolcinasco (visita il sito del Castello di Tolcinasco Golf & Country Club), sarebbe perfettamente concorde con gli adattamenti apportati che più sono consoni ai nuovi livelli raggiunti dal golf professionistico, soprattutto in considerazione delle nuove tecniche che mettono a disposizione dei gareggianti strumenti di gioco sempre più evoluti e propensi a aumentare le distanze ottenibili coi singoli colpi. I campi di ieri possono sembrare ad alcuni troppo «corti» per la potenza di gioco odierna ma come l’Augusta National, sede del Masters dal 1934, dimostra bastano a volte poche modifiche, qualche centinaia di metri in più e soprattutto green veloci e fairways contornati da rough ben sviluppati per complicare e «difendere» un campo che se nato da un grande progettista sa resistere nel tempo.

Dicevo che questo Telecom Italia Open ha una griglia di partenza di tutto rispetto. È vero: ci sono i «miti » per accontentare gli sfegatati che se non leggono un grande nome storcono il naso: Tom Leaman, recente capitano di Ryder Cup per parte yankee, e il suo equivalente europeo Ian Woosnam che in Irlanda, al K. Club erano i due registi, fuori campo, delle rispettive squadre stavolta si affronteranno in campo.

C’è Steve Jones, campione open degli Usa nel ’96 e il folcloristico connazionale Duffy Waldorf, colle sue improbabili e variopinte magliette; c’è Sundy Lyle, vincitore di un Masters e di un British Open e Paul Lawrie ultimo europeo a vincere il British. Pronostici e previsioni mi azzarderò a farle solo su queste pagine giovedì, dopo avere visto i possibili protagonisti giocare nella Pro-Am Siemens. Il mio sogno è anche vedere questo 64˚ Telecom Italia Open su di un rush finale tra Francesco Molinari, Peppo Canonica ed Edoardo Molinari: un Open «fratricida » con il Peppo «genio e sregolatezza» a dire la sua. Ma lo ripeto sono un «vecchio» sentimentale e comunquequel che più conta è che l’Open d’Italia sia rientrato alla grande tra i protagonisti del Circo verde europeo. Bravi!

Ps. Notizia dell’ultima ora: ho appena parlato con l’asso gallese Ian Woosnam che ha dovuto ritirarsi dall’Open di Spagna causa un’infezione intestinale contratta in Thailandia. Gli ho consigliato una cura intensiva di Imodium e speriamo che funzioni! Ma le speranze di vederlo in campo a Tolcinasco sono davvero ridotte al lumicino.