Le iniziative per non dimenticare

Tremila metri quadrati per ricordare l’orrore delle stragi naziste. Il museo della Shoah - che la capitale avrebbe dovuto avere già da tempo, visto che a Roma risiede la più numerosa e antica comunità ebraica italiana - sorgerà a Villa Torlonia. Un luogo carico di significati, quello scelto dal Campidoglio, e non solo perché fu la dimora di Mussolini, ma anche perché vi si trovano le catacombe ebraiche, testimonianza dell’antichissima presenza degli ebrei a Roma. Il museo, che dovrebbe essere realizzato entro il 2008, sarà su quattro livelli, due dei quali saranno dedicati all’esposizione permanente, che si aprirà con la ricostruzione di una camera a gas. Attraverso un percorso ricco di testimonianze multimediali dei sopravvissuti si arriverà ad un grande plastico del campo di sterminio di Birkenau. Gli altri due livelli saranno dedicati ad esposizioni temporanee, una sala conferenze, una biblioteca, una videoteca e spazi didattici.
«Si realizza un grande sogno - ha commentato il sindaco Walter Veltroni presentando il progetto - il sogno di realizzare qui a Roma, dove la Shoah ha lasciato ferite profonde, un luogo di memoria ed impegno civile con vocazione di ricerca storica ed emozione». È toccato sempre al sindaco inaugurare Largo Wiesenthal, dove sorgerà il museo, in un’area tra Villa Torlonia e via Alessandro Torlonia. A togliere il drappo giallo e rosso dalla targa (che recita «Sopravvissuto alla Shoah e uomo di giustizia 1908-2005») sono stati tre scampati agli eccidi del campo di concentramento di Auschwitz. Il portavoce della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici ha sottolineato come la nascita del museo a poca distanza dalla residenza di Mussolini e dalle antiche catacombe ebraiche segni un «contrappasso della storia». Numerose sono state, in tutta la città, le iniziative per celebrare la giornata della Memoria. Anche negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell’Olocausto. All’Auditorium, invece, 1.500 studenti hanno ricordato l’apertura dei cancelli di Auschwitz assistendo alla proiezione del film Volevo solo vivere, realizzato dalla Shoah Foundation e diretto da Mimmo Calopresti, sull’esperienza del viaggio degli studenti al lager con alcuni deportati. È stato anche presentato il libro scritto dai ragazzi subito dopo il viaggio. Dopo aver deposto una corona di alloro ai piedi della stele al cimitero Verano che ricorda i 2.091 ebrei romani vittime della deportazione nazista, il presidente della Regione, Piero Marrazzo, ha annunciato che porterà gli studenti del Lazio a Yad Vashem, il museo della Shoah che si trova a Gerusalemme. «La Giornata della Memoria è un appuntamento da onorare e sul quale approfondire la nostra coscienza e la nostra sensibilità di uomini liberi», ha commentato Alfredo Antoniozzi, candidato di Fi per il Campidoglio.