«Innalzato il livello di allerta nella zona dell’imboscata»

«Il livello di allarme e attenzione si è innalzato, soprattutto nella zona dove sono stati feriti i due nostri soldati. La conosciamo bene: ci deve essere un nido di criminali che prova ogni tanto a tirarci qualcosa» spiega il colonnello Carmelo Abisso, portavoce del contingente italiano a Herat. La pattuglia dei fucilieri dell’aria che mercoledì è caduta in un’imboscata aveva il compito «di intercettare postazioni o rampe» utilizzate per bombardare il quartier generale italiano accanto all’aeroporto. La zona è quella di Shiwashan, pochi chilometri a sud-ovest di Herat. Gli ultimi razzi contro il comando italiano erano stati lanciati in maggio. I talebani usano mortai sovietici da 82 millimetri, i più devastanti se colpiscono l’obiettivo. Oppure razzi cinesi da 107 millimetri, solitamente imprecisi, che vengono appoggiati anche su semplici pietre e lanciati con un artigianale meccanismo a orologeria, che permette di dileguarsi. «La pattuglia deve aver disturbato qualcuno che voleva farci del male, oppure trafficanti di droga o di armi», spiega il portavoce da Herat. I due feriti nello scontro sono fuori pericolo. Il tenente Gabriele Rame era atteso ieri sera all’aeroporto di Ciampino. Per il sottufficiale Francesco Manco, che ha subito una frattura esposta a un braccio, è previsto un ulteriore periodo di osservazione di 24-48 ore. I due feriti sono stati operati all’ospedale da campo spagnolo da chirurghi bulgari. La fine della raccolta dell’oppio e la pressione angloamericana sui talebani nel sud si sono rivelate una miscela esplosiva. Lo scorso mese gli attacchi si sono concentrati nel distretto di Shindand verso l’ostica provincia di Farah. L’obiettivo più esposto è l’avamposto di Delaram, all’estremo sud, tenuto da un manipolo di soldati della brigata Friuli. Ieri nella provincia di Faryab, che confina a nord-ovest con la zona di controllo italiano, gli afghani sono insorti contro i talebani. I fondamentalisti avevano bloccato un convoglio di aiuti umanitari. I capi tribù hanno provato a dissuadere i talebani, che non volevano far passare gli infedeli. Allora i civili afghani hanno preso le armi uccidendo due talebani e “liberando” il convoglio. www.faustobiloslavo.com